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Riciclare le batterie della macchina per accumulare energia fotovoltaica

11 febbraio 2014

Ecco un’interessante iniziativa per riciclare le batterie delle macchine ed utilizzarle per accumulare l’energia pulita prodotta dagli impianti fotovoltaici.

La diffusione sempre più costante delle automobili elettriche induce a fare i conti con una nuova questione: la possibilità di riciclare le batterie di queste macchine al fine di sfruttarne le capacità residue al termine del loro ciclo di utilizzo su strada. Si tratta di un campo di ricerca che vede impegnate tutte le principali case automobilistiche: tra queste, c’è anche la Nissan, al lavoro per dare nuova linfa alle batterie usate sulla Leaf, che ha recentemente reso nota una nuova proposta.

Dal Giappone, in sostanza, viene suggerito di creare tramite i pacchi batteria dismessi il sistema di accumulo per il fotovoltaico più grande al mondo: un ottimo modo per riciclare le batterie esauste (ma solo apparentemente) delle macchine. Il tutto, insomma, sarebbe alimentato semplicemente grazie alle batterie della Leaf, vettura elettrica del colosso asiatico, che sta lavorando al progetto insieme con Sumitomo Corporation e 4R Energy Corporation. La presenza di Sumitomo Corporation non è casuale, poiché si tratta della stessa compagnia che quattro anni fa, nel 2010, a Osaka ha contribuito alla realizzazione di Hikari no Mori, la fattoria solare utilizzata per la sperimentazione.

I gruppi coinvolti finora hanno dato vita a sinergie che hanno permesso di realizzare e installare un sistema (che allo stato attuale è ancora in fase di prototipo) di accumulo di 600 / 400 kWh, che deriva dall’unione di sedici batterie al litio che in precedenza hanno alimentato altrettante Nissan Leaf. Lo scopo è, evidentemente, quello di riciclare le batterie: aprire la strada al riutilizzo dei pacchi batteria che giungono da auto ibride ed elettriche.

riciclare le batterie per accumulo fotovoltaico

E’ noto, infatti, che un accumulatore situato su una macchina nel momento in cui perde circa il trenta per cento della capacità di accumulare energia non è più utile in ambito automobilistico, nel senso che diventa poco efficiente e piuttosto dispendioso: in sostanza, va a compromettere in maniera eccessiva l’autonomia globale del mezzo. Tuttavia, questi sistemi sono esauriti solo in apparenza, come hanno dimostrato numerosi studi, che hanno rivelato che essi in realtà possono essere ancora sfruttati poiché hanno del potenziale.

Insomma, se utilizzati in ambiti diversi da quello automobilistico, come può essere appunto quello relativo ai sistemi di accumulo per il fotovoltaico, le batterie possono avere una seconda vita, e la loro applicazione offre la possibilità di abbassare i costi, tenendoli ridotti, e al tempo stesso evitare tutti i problemi connessi con il loro smaltimento anticipato dal punto di vista dell’impatto sull’ambiente.

Il sistema di accumulo di Osaka prenderà a funzionare nel giro di pochi giorni. La sperimentazione durerà, in tutto, tre anni: in questo periodo saranno valutati nel complesso tutti i vantaggi e tutti gli svantaggi di un sistema di accumulo sotto il profilo pratico e concreto, e si verificherà l’eventuale opportunità di crearne uno su scala più ampia.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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Un commento

  1. mr_hill, il 16 gennaio 2015 ore 19:26

    Notizia interessantissima, questo è veramente un utilizzo perfetto delle batterie, un impiego di riciclo caratterizzato dalla semplicità tipica della genialità dell’uovo di colombo. Bravi giapponesi

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