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Italia: quando la politica blocca le energie rinnovabili

19 giugno 2014
  - Articolo scritto da  Miriam Perani

Il settore delle energie rinnovabili, e del fotovoltaico in primis, sta conoscendo in tutto il mondo uno sviluppo notevole, generato dalla consapevolezza di investitori finanziari e di utility dell’energia che il futuro energetico del pianeta sarà sempre più legato alla produzione da fonti rinnovabili. Per il nostro paese tuttavia non vale lo stesso discorso. La motivazione principale è da ricercarsi nell’incertezza normativa che di fatto sta mettendo alla porta la possibilità di nuovi investimenti. In particolare le ipotesi del cosiddetto “spalma-incentivi” (ne abbiamo parlato qui) e l’ipotesi di modificare la fiscalità sull’autoconsumo mettono i possibili investitori in una posizione di stand-by, in attesa di conoscere gli sviluppi della politica energetica nazionale.

Andrea Gilardoni, presidente dell’Osservatorio Internazionale sull’Industria e la Finanza delle Rinnovabili (OIR), ha espresso la sua opinione a riguardo in un’intervista di cui riportiamo i tratti più salienti.

Il primo punto trattato da Gilardoni riguarda la diffusione della produzione di energia da fonti rinnovabili. Egli conferma che nel mondo questo settore stia conoscendo uno sviluppo notevole, portato avanti soprattutto dai paesi in via di sviluppo con a capo la Cina. Contraria la situazione dell’Europa, dove invece le fonti rinnovabili stanno conoscendo uno stallo.

 

italia e energie rinnovabili

 

Per quanto riguarda l’Italia la potenzialità maggiore per gli investimenti sulle energie alternative riguarda, a parere del presidente OIR, l’efficienza di quanto già installato. Nonostante non ci siano grandi possibilità per l’installazione di nuovi impianti, soprattutto di grandi dimensioni, lo spazio per ulteriori investimenti sarebbe ancora molto ampio, ma di fatto i possibili investitori vengono spaventati dalle incertezze normative, che li costringono a rimandare i possibili interventi.

Anche in Italia, come nel resto del mondo, la produzione di energia da fonti rinnovabili si sta concentrando attorno ad alcune grandi società che fungono così da punti di aggregazione; nel fotovoltaico, in particolare, sono i grandi investitori finanziari ad aver puntato sulle acquisizioni.

Le grandi società di distribuzione sarebbero infine per Gilardoni i soggetti che sempre di più si occuperanno di vendere, oltre all’energia, anche servizi energetici aggiuntivi, come ad esempio gli interventi di efficienza energetica sugli impianti già attivi. A suo parere l’aumento dell’offerta di servizi aggiuntivi sarebbe la chiave di volta per trovare spazio in un mercato sempre più saturo, dove il consumo di energia è in calo e dove aumentano continuamente gli attori presenti. Tuttavia l’aumento dei servizi per il cliente finale non è di semplice attuazione perchè comporta un ripensamento completo delle strategie aziendali, talvolta difficile soprattutto per quelle presenti da più tempo sul mercato.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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