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Il piccolo fotovoltaico in Francia diventa esentasse

Ultimo aggiornamento: 02-10-2015

efficienza energetica in edilizia popolareForse è solo una piccola iniziativa, ma è comunque una grande iniziativa dal punto di vista del suo valore simbolico. Il piccolo fotovoltaico residenziale in Francia diventa esente dalla tassa CFE, la “Cotisation Foncière des Entreprises”, la tassa fondiaria per le imprese. La tassa, paragonabile alla nostra Irap, è dovuta da tutte le attività commerciali abituali, ma è pagata direttamente agli enti locali.

Secondo l’articolo 1447 del codice generale delle imposte francese qualsiasi attività di produzione e vendita di elettricità costituisce attività professionale e, in quanto tale, è sottoposta a tassazione.

Questo, da oggi, non è più valido per tutti gli impianti fotovoltaici residenziali sotto ai 9 Kw di potenza. Queste tipologie di impianti, infatti, nonostante producano e immettano energia autoprodotta in rete, non si definiscono più, secondo la normativa, assimilabili ad attività commerciali. La vendita di energia elettrica, infatti, trattandosi di piccoli impianti residenziali, non è “vendita abituale” e per questo non è più sottoposta a tassazione CFE.

La tassa CFE, che viene pagata dalle aziende agli enti locali, non è poi così irrilevante nei bilanci famigliari: nel caso degli impianti fotovoltaici residenziali, infatti, pesa dai circa 180 ai 900 euro l’anno.

Si tratta, a nostro avviso, di una buona operazione di semplificazione ed incentivo per singoli e famiglie che, nel loro piccolo, vogliono utilizzare il fotovoltaico per l’autoconsumo. Si tratta di un importate esempio da cui l’Italia può imparare.
In Italia, per esempio, si potrebbe pensare di detassare completamente la liquidazione delle eccedenze dello scambio sul posto per i piccoli impianti famigliari e condominiali.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda

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