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Servizio di interrompibilità : cosa è e quanto costa in bolletta

18 maggio 2012
Voto:4/5 (5 voti)

Il Servizio di interrompibilità è un servizio secondo cui alcune grandi imprese si rendono disponibili a interrompere la loro fornitura di energia elettrica in caso di bisogno da parte di Terna.

Terna, responsabile del dispacciamento dell’energia su tutto il territorio nazionale, può avere la necessità di “staccare” temporaneamente (con o senza preavviso) dalla fornitura di corrente elettrica alcune utenze per rifornire di energia altre utenze. Nell’articolo sul dispacciamento ed il ruolo di Terna avevamo visto come sia importante, anzi necessario, garantire costantemente l’equilibrio tra la domanda e l’offerta di energia nella rete. Questo meccanismo deve avvenire praticamente in tempo reale per garantire la stabilità e la sicurezza della rete elettrica generale.

Chi usufruisce di questo servizio ? Terna, con tre diverse modalità di interrompibilità:

– interrompibilità istantanea
– interrompibilità di emergenza
– interrompibilità con preavviso

Questa disponibilità all’interruzione del servizio di fornitura logicamente ha un prezzo, prezzo pagato a priori, per l’ eventuale disservizio creato alle imprese che si rendono disponibili a cedere provvisoriamente la loro quota di fornitura, questo prezzo si manifesta di fatto in lauti contributi ricevuti da pochi grandi player energivori, a prescindere dall’effettivo utilizzo del “servizio” da parte di Terna.Rete elettrica e fotovoltaico

Chi paga questo servizio? Tutti gli utenti finali attraverso specifiche voci nella bolletta elettrica: gli oneri per il servizio di interrompibilità, appunto.

In definitiva: il servizio di interrompibilità è una voce di costo che va ad appesantire, e non di poco, la nostra bolletta elettrica.
E’ un “servizo” riconducibile ai grandi consumatori di energia ai cui spetta un lauto compenso per remunerare il “rischio” di vedersi interrompere la fornitura di energia, con o senza preavviso, da parte di Terna.

In concreto il corrispettivo è rilasciato a poco meno di 200 soggetti, grandi imprese energivore, che vedono ogni anno laute ricompense per un servizio che in realtà spesso non viene neanche attuato.

 

Oggi con i nuovi impianti energetici da fonti rinnovabili è ancora necessario, in questa forma, il servizio di interrompibilità ?

Oggi, in effetti, con il sensibile aumento della produzione di energia derivante delle fonti rinnovabili la necessità di “chiudere dei rubinetti per alimentarne altri” è sempre meno presente, di fatto è già superata, ma i contributi per il servizio di interrompibilità continuano a gravare (a priori) sulla bolletta elettrica.
Di fatto l’offerta di energia riesce ora complessivamente a soddisfare e superare la domanda, questo attraverso una perfetta complementarietà tra le fonti rinnovabili e quelle tradizionali. Questo renderebbe superfluo il servizio di interrompibilità, almeno nella sua attuale formulazione.

Quanto costa il servizio di interrompibilità di fornitura sulla nostra bolletta elettrica ?
Costa complessivamente circa 650 milioni di euro l’anno, quasi quanto il totale degli incentivi assegnati per finanziare le sole fonti energetiche rinnovabili.

Nello specifico, per il triennio 2011 – 2013, l’ assegnazione del servizio di interrompibilità “di emergenza”, o “istantanea”, viene remunerata con un contributo annuo che va da 100 a 150 mila euro per ogni Mw di energia reso disponibile dalle aziende a Terna.

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3 Commenti

  1. Laura, il 27 maggio 2013 ore 12:39

    La rete elettrica per stare in piedi ha necessità dell’equilibrio perfetto tra domanda e offerta.
    La produzione di energia elettrica è data da: una grossa percentuale costituita da uno “zoccolo” di energia costante nel tempo prodotta da grosse centrali (termoelettrico, nucleare) più una quota di energia (rinnovabile) variabile nel tempo a discrezione di madre natura (solo l’idroelettrico varia nel tempo in funzione di decisioni umane).
    Detto questo, il servizio di interrompibilità dei grossi produttori è usato nei casi estremi di spegnimento delle grosse centrali di produzione, la cui mancata produzione (costante) può essere gestita (evitando enormi black out) solo eliminando grossi consumatori.
    Le rinnovabili, proprio per la loro imprevedibilità non sono utilizzabili per fare regolazione (tranne l’idroelettrico la cui produzione energetica però non basta per sopperire il guasto di una grossa centrale), anzi la loro presenza nella rete elettrica (nata, progettata e già invecchiata molto prima che si diffondesse la penetrazione della generazione distribuita da FER) fa molta fatica ad accoglierle. Anche la gestione della produzione da rinnovabili costa parecchio in bolletta, proprio perché la rete elettrica non è pensata per una produzione a valle del sistema.
    Quindi i grossi consumatori che si fanno pagare il servizio di interrompibilità che essi stessi offrono devono essere visti come degli assicuratori che offrono a noi tutti l’assicurazione dai black out.

    • Alessandro, il 27 maggio 2013 ore 15:06

      Anche la gestione della produzione da rinnovabili costa parecchio in bolletta, proprio perché la rete elettrica non è pensata per una produzione a valle del sistema

      le rinnovabili, se ben ottimizzate per l’autoconsumo e con adeguati sistemi di accumulo presso le utenze, hanno il beneficio di sgravare la rete elettrica dai flussi energetici in immissione. Possono ridurre anche, quindi, i costi di gestione rete.

  2. Alberto, il 23 agosto 2013 ore 11:30

    Le FER hanno reso ancor più necessario il servizio di interrompibilità per il Paese. La non programmabilità di queste fonti e la mancanza di possibilità di regolazione rendono ancor più complicato il servizio di dispacciamento da parte di Terna.
    Non a caso si parla adesso della necessità, da parte di Terna, di poter distaccare i grandi impianti fotovoltaici (GDTEL e GDPRO).
    Rimangono valide le osservazioni sul costo elevato del servizio. Da tenere presente, però, che alcuni settori industriali (es. metallurgico) non sarebbero in grado di continuare a produrre in Italia senza questo “sussidio”.

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