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La detrazione Irpef per l’ impianto fotovoltaico

Ultimo aggiornamento: 26-02-2013
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Articolo non più aggiornato, fare riferimento a: detrazioni fiscali per impianti fotovoltaici.

La detrazione Irpef per la realizzazione di un impianto fotovoltaico rientra nella normativa tra le casistiche previste per le detrazioni fiscali irpef per le spese di ristrutturazione degli edifici.

Lo Stato prevede, infatti, la possibilità di detrarre dall’Irpef, che è l’imposta sul reddito delle Persone Fisiche, una parte delle spese sostenute per ristrutturare la propria casa, il proprio appartamento o le parti condominiali degli edifici residenziali in Italia. Sottolineamo: “residenziali“. Questa detrazione  non vale infatti per il fotovoltaico, o per ristrutturazioni, realizzati su aziende, capannoni o altri edifici ad uso commerciale/lavorativo.

Un’eccezione è fatta (vedi sotto) per gli edifici ad “uso promiscuo” abitativo-commerciale che sono detraibili al 50%, o meglio: la metà della metà.

 

31 dicembre 2014: uno spartiacque.

Dal 2012 ci sono alcune novità. Vediamo quali sono e quanto durano.

Il decreto legge 83 del 2012 introduce alcune novità relative a questi tipi di detrazioni. Tutti coloro sottoposti a tassazione Irpef possono usufruire di differenti aliquote di detrazione in relazione alla data di sostenimento delle spese:

– per le spese effettuate prima del 25 giugno 2012 la detrazione è del 36% e l’ammontare massimo complessivo da detrarre non poteva superare i 48mila euro;

– per le spese effettuate dopo il 25 giugno 2012 e fino al 31 dicembre 2013 2014 la detrazione è del 50% per una spesa massima di 96mila euro (al netto delle spese effettuate prima del 25 giugno 2012)

– per le spese sostenute dal 1 gennaio 2013 fino al 31 dicembre 2013 2014 la detrazione è del 50% per una spesa massima di 96mila euro (la precedente scadenza è stata prorogata);

– per le spese sostenute dopo il 31 dicembre 2014 la detrazione torna, salvo cambiamenti “in itinere”, prima al 40% e poi al 36% per un ammontare massimo di 48mila euro.

 

detrazione irpef impianto fotovoltaico

Se al 31 dicembre 2013 2014 sono stati sostenuti  costi per un totale di 48mila euro o più, le ulteriori spese sostenute nel 2014, avendo già sforato il “tetto”, non consentiranno nessuna ulteriore detrazione del 36%.

Nel caso per esempio di un condomino, o comunque nel caso di spese a carico di più persone, l’ammontare complessivo dei lavori va suddiviso fra tutti i soggetti che l’hanno sostenuto e che hanno diritto alla detrazione fiscale IRPEF.

 

I lavori di lunga durata

Cosa prevede la normativa per chi effettua lavori di lunga durata, come sono in genere le ristrutturazioni rilevanti, compresa la realizzazione di un impianto fotovoltaico?

Se i lavori effettuati in un anno sono solo il prosieguo di lavori iniziati nell’anno precedente, l’ammontare complessivo detraibile rimane quello previsto (48 o 96 mila euro). Si potrà in ogni caso portare in detrazione la spesa solo se l’ammontare delle spese già detratte non ha ancora superato la soglia massima prevista.

 

Edifici ad uso promiscuo

E per gli edifici utilizzati per viverci e per lavorare?

Sono gli edifici “ad uso promiscuo“.  Quando i lavori di ristrutturazione o di realizzazione di un impianto fotovoltaico sono fatti su immobili residenziali adibiti promiscuamente all’esercizio di un’attività commerciale-lavorativa, la detrazione viene comunque riconosciuta, ma ridotta del 50%.

 

Per il condominio….

Per gli impianti fotovoltaici realizzati sul tetto o su altre parti comuni di un condominio la “data della spesa” alla quale farà riferimento la detrazione fiscale dei condòmini fa riferimento alla data di effettuazione del bonifico da parte dell’amministratore. I lavori vanno infatti pagati con bonifico bancario (specificando la causale) e la ricevuta del bonifico fa fede ai fini della detrazione di ogni singolo condomino. La quota detraibile in totale, infatti, è ripartita proporzionalmente su ogni famiglia, che sia in regola ovviamente con il pagamento dei lavori effettuati.

 

La detrazione non può eccedere l’imposta

Un aspetto importante da tenere in considerazione

Il concetto è questo: non è ammesso il rimborso di somme eccedenti l’imposta.
In altre parole: la tassazione è proporzionale al reddito. Se non si hanno redditi, non si beneficia della detrazione in quanto non si hanno tasse da pagare (tasse dalle quali “detrarre”).

Chiariamo con un esempio. Se la quota annua detraibile è di 1.200 euro, ma l’Irpef nell’anno in questione è di mille euro, si potrà portare in detrazione solo mille euro. La parte residua della quota annua detraibile (200 euro) non viene recuperata in alcun modo. L’importo eccedente (200 €), infatti, non può essere richiesto a rimborso, né può essere conteggiato “a credito” per l’anno successivo. In questo esempio la situazione ottimale è avere un reddito annuale che ti porti a pagare 1.200 euro di irpef/anno. In questo modo si beneficerà appieno della detrazione fiscale, azzerando completamente la quota irpef.

 

La rateizzazione della detrazione Irpef

La detrazione Irpef viene “data” tutta e subito?

No. La detrazione d’imposta totale viene dilazionata in 10 anni.
La detrazione viene ripartita in dieci quote annuali di uguale importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e negli altri nove successivi.

Per gli impianti fotovoltaici effettuati entro il 31 dicembre 2011, i contribuenti con più di 80 anni (se proprietari dell’immobile) potevano ripartire la detrazione in tre rate annuali di pari importo. i contribuenti tra 75 e 80 anni potevano ripartire la detrazione in cinque rate annuali. Non poteva beneficiare di tale ripartizione, per esempio, l’inquilino in quanto non proprietario. Dal 1° gennaio 2012, invece, non è più prevista questa diversa modalità di ripartizione e gli anziani tutti ha diritto a queste brevi tempistiche.

 

Aggiornamento: 17 ottobre 2013

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Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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