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Impianti fotovoltaici secondo il decreto liberalizzazioni

22 marzo 2012

Il decreto liberalizzazioni, approvato il 22 marzo 2012 dalla camera dei deputati, per quanto riguarda gli impianti fotovoltaici, elimina in via definitiva gli incentivi per gli impianti solari fotovoltaici collocati a terra in aree agricole.

Dalla data di entrata in vigore del decreto liberalizzazioni gli impianti solari fotovoltaici costituiti da moduli collocati a terra in terreni agricoli non avranno più accesso al regime di incentivi statali stabilito dal decreto legislativo 28 del 3 marzo 2011.

Gli impianti fotovoltaici agricoli conservano il diritto a tali incentivi solo se insistono su terreni appartenenti al demanio militare oppure se, collocate in area classificata agricola, hanno conseguito il necessario titolo abilitativo entro la data di entrata in vigore del decreto liberalizzazioni, altresì il diritto rimane se entro la stessa data viene fatta richiesta del titolo abilitativo con la condizione però che l’impianto cominci a funzionare entro centottanta giorni e che comunque rispetti quanto stabilito dai commi 4 e 5  dell’art. 10 del decreto 28.

Il comma 5  stabilisce che il terreno agricolo non debba essere abbandonato da più di cinque anni,  il comma 4 che gli impianti non superino 1 MW di potenza e che non occupino più del 10% della superficie agricola disponibile nel terreno del proponente. Il comma 6, che costituisce un’eccezione al comma 4, rimane in vigore per gli impianti che entrano in funzione entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto di conversione

I commi 4 e 5 , fatto salvo quanto appena detto, vengono abrogati dal decreto liberalizzazioni.

Inoltre ciascuna azienda agricola si potrà vedere assicurare dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas la priorità di connessione alla rete elettrica per un solo impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili, il quale tuttavia non deve avere potenza superiore ai 200 kw.

Rispetto al  Decreto  Legge 1/2012 sparisce ogni riferimento  agli impianti fotovoltaici i cui moduli rappresentino elementi costitutivi di una serra. Questi rientrano quindi, come prima, con gli incentivi corrispondenti alla media aritmetica tra quelli dedicati agli impianti su edifici e quelli dedicati agli impianti a terra.

Inoltre, nel quadro del processo di integrazione del mercato europeo, entro 120 giorni dall’emanazione del decreto tocca al Ministero dello Sviluppo Economico emanare indirizzi allo scopo di garantire sicurezza e qualità nella fornitura di energia elettrica con particolare riferimento alla produzione da fonti rinnovabili.

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Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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