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Best practice: Ikea per l’ambiente

26 giugno 2015
  - Articolo scritto da  Daniela Z.

Dell’attenzione di Ikea per l’ambiente abbiamo già avuto modo di parlare: essa s’inscrive nel percorso del colosso svedese per creare, secondo quanto sostengono, una “vita migliore per le persone”. In questa prospettiva l’azienda manifesta sempre più il suo impegno a curare l’ambiente ed a risparmiare risorse preziose per la Terra, adottando questi principi all’interno dei suoi cicli produttivi e distributivi.

All’interno dell’azienda si è consapevoli di essere parte del problema climatico globale e per questo si attuano politiche aziendali per tutelare e rispettare sempre di più ogni aspetto ambientale ed energetico legato ai propri prodotti commerciali. Lo strumento è apportare, ad esempio, continui miglioramenti sui cicli di vita dei prodotti: dalla loro realizzazione fino al momento in cui i clienti desiderano disfarsene.

Uno degli esempi riguarda un’interessante ipotesi: che cosa succederebbe se tutti i clienti Ikea scegliessero di sostituire una lampadina da 60 watt e la rimpiazzassero con una a risparmio energetico? Il risultato sull’ambiente sarebbe pari a quello di eliminare le emissioni prodotte da 750 mila veicoli.

ikea fotovoltaico

Sono azioni piccole, insomma, ma che se moltiplicate potrebbero avere un grande effetto. Come grande è l’effetto di alcune importanti azioni legate proprio all’energia rinnovabile: è stato annunciato da parte di Ikea un investimento di 600 milioni di euro per impianti solari ed eolici e di altri 400 milioni di euro di aiuti per le popolazioni che in questi anni sono state colpite da eventi climatici estremi.

Come ben sappiamo è proprio a causa della situazione ambientale, degli alti livelli di inquinamento che accompagnano da decenni l’operato umano, che ci sono zone della Terra, come l’Asia, che vengono sempre più colpite da terribili disastri come alluvioni e ondate di calore (come quella che in India ha ucciso 2500 persone lo scorso mese), o causano l’avanzamento della desertificazione in Africa.

Ovviamente non è la prima volta che Ikea si spende per il clima: ha già investito 1,5 miliardi di euro per rendersi maggiormente indipendente dalle energie fossili ed ha all’attivo contratti per far gestire 700 mila pannelli fotovoltaici ed oltre 300 turbine eoliche. Lo scopo è quello di portare entro il 2020 tutto il gruppo e tutte le aziende Ikea del mondo ad utilizzare solo energia rinnovabile. Del resto, con 30 miliardi di euro di ricavi generati nel solo 2014,  le possibilità economiche non mancano.

Il 2020 resta un anno importante, che l’Europa si è data come traguardo per iniziare a mettere un freno all’inquinamento e all’uso delle energie fossili. I privati come Ikea stanno già facendo la loro parte: vediamo se i governi seguiranno il “buon esempio”.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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