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Il cambiamento climatico? Costa 300 miliardi all’anno

23 marzo 2015
  - Articolo scritto da  Daniela Z.

Il cambiamento climatico ci costa 300 miliardi all’anno, mentre modificare l’approccio energetico e produttivo ne richiederebbe solamente 6. Sarà ora di cambiare il modo di pensare e di agire?

Snoccioliamo subito delle cifre, perché questo fanno le Nazioni Unite sul tema del cambiamento climatico, e quindi ecco i costi sconvolgenti delle catastrofi naturali: tra i 250 miliardi e i 300 miliardi di euro.

Non sono spiccioli, certo, ma è quanto risulta dal Global Assessment Report on Disaster Risk Reduction: la relazione presentata dalla rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite, Margareta Wahlström non scopre certo l’acqua calda, ma è scioccante lo stesso.

Ancora una tirata di orecchi, quindi, per tutta la comunità internazionale che invece di aprire gli occhi continua a far finta di niente, con la scusa che sarebbe troppo costoso iniziare a modificare la situazione. Ma la realtà è ben diversa, come tutti sappiamo, anche per averlo ripetuto fino allo sfinimento nelle pagine di questo sito. La verità è che affrontare i cambiamenti climatici, modificando il proprio modo di vivere, sarebbe per le nazioni del mondo meno costoso che pagare lo scotto delle catastrofi naturali che ogni anno si abbattono sul pianeta.

alba delle rinnovabili

Le Nazioni Unite hanno mostrato come il problema della spesa per le catastrofi naturali non resta un problema a se stante: infatti quando succede una di queste tragedie, il costo non preventivato e il denaro che serve per far fronte alla prima emergenza e alle successive necessità, deve essere stornato da un altro capitolo del bilancio nazionale. E chi ne fa sempre le spese? La ricerca, la sanità e l’istruzione, sono in genere i settori che pagano per tutti, impedendo alla nazione di svilupparsi, e soprattutto di farlo in maniera sostenibile.

Ma esiste una possibilità di cambiamento? Decisamente sì. E nonostante quello che continuano a ripetere i governi, è la soluzione più economica. Sì, avete capito bene: costerebbe di meno affrontare il problema del cambiamento climatico, ridurre le emissioni, usare fonti energetiche sostenibili, che riparare poi a danni già fatti. Le cifre? La differenza salta agli occhi in maniera inconfutabile: con un investimento globale di 6 miliardi annui, si potrebbe ridurre ogni anno le perdite economiche del 20%.

Anche perché, ormai non possiamo più parlare del “se” una catastrofe naturale accadrà, ma del “quando” succederà. Per un’inerzia che a questo punto è inconcepibile, si stanno condannando le generazioni future a pagare per tutto quello che stiamo evitando di fare adesso.

Un ennesimo richiamo, quello delle Nazioni Unite, che però stavolta arriva insieme ad una notizia che farà sicuramente riflettere: le emissioni inquinanti della Cina nel 2014 sono state meno che nel 2013. Che sia un primo passo verso una svolta?

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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