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	<title>fabbisogno energetico Archives - Fotovoltaiconorditalia</title>
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	<description>fotovoltaico in italia , energia solare pulita e rinnovabile</description>
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		<title>Riscaldamento col fotovoltaico: conviene o non conviene?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2017 06:48:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza energetica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riscaldamento col fotovoltaico domestico. E&#8217; possibile? Conviene o non conviene rispetto all&#8217;utilizzo della tradizionale caldaia a gas? Quanto costa il gas e quanto ne devo utilizzare per climatizzare gli ambienti? Quanto costa invece il kwh elettrico acquistato in bolletta? E quanto quello autoprodotto con il fotovoltaico? Queste sono le principali domande che si pone chi inizia a pensare al fotovoltaico sul tetto di casa come valido ausilio delle bollette energetiche, soprattutto quando si parla di riscaldamento invernale. Innanzitutto: riscaldamento col fotovoltaico significa riscaldare gli ambienti utilizzando anche, se non solo, l&#8217;elettricità. Si parla in genere di riscaldamento elettrico, dunque, ma non per forza. Con l&#8217;energia elettrica si possono azionare pompe di calore, sistemi di riscaldamento ausiliari con &#8220;resistenze elettriche&#8221;, riscaldamento a raggi infrarossi (mostrati in questo articolo) oppure l&#8217;elettricità può essere utilizzata al servizio del classico impianto termico riscaldando elettricamente l&#8217;acqua che va ad alimentare i &#8216;tradizionali&#8217; caloriferi insieme a quella riscaldata dalla caldaia. Per un piccolo bilocale la classica caldaia a gas arriva a far spendere ben oltre mille euro l&#8217;anno per il riscaldamento invernale e per l&#8217;acqua calda sanitaria. E&#8217; difficile fare una stima precisa perchè la spesa ed i consumi dipendono da moltissimi fattori, tra cui il [&#8230;]</p>
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		<title>Enea, efficienza energetica motore dell&#8217;economia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jul 2016 05:55:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News dal mondo fotovoltaico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;efficienza energetica, ormai lo sappiamo bene, fa risparmiare: si tratta di un investimento che, a fronte di una spesa iniziale, permette di recuperarne il costo attraverso i risparmi che si generano. Questo principio vale non solo per famiglie e imprese, ma anche, e soprattutto, per il bilancio energetico nazionale e per il suo &#8220;conto economico&#8221;. Può l&#8217;efficienza energetica contribuire al conto economico di un paese? Con i risparmi che può generare sulle importazioni di materie prime la risposta è affermativa. Si tratta però di un investimento che deve essere &#8220;inquadrato&#8221; in una visione energetica di medio periodo. In Italia con l&#8217;efficienza energetica si risparmiano circa 3 miliardi l&#8217;anno sulle importazioni di petrolio e gas metano. Queste due fonti energetiche, infatti, sono ancora tra le maggiori responsabili della produzione elettrica e termica di gran parte del paese. L&#8217;Italia, per far fronte al fabbisogno energetico (sia elettrico che termico) importa ancora molto dall&#8217;estero senza considerare che anche grazie alle rinnovabili potrebbe tagliare di gran lunga i costi di importazione delle materie prime. Il sole, il vento, il calore della terra e l&#8217;idrico non sono gravati dai &#8220;costi di importazione&#8221; che gravano sulle fonti fossili. Generano energia direttamente nel luogo dove sono reperibili [&#8230;]</p>
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		<title>IRENA, al 2030 fotovoltaico coprirà il 13% della domanda globale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2016 05:55:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[fabbisogno energetico]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Pacchetto clima-energia 2030]]></category>
		<category><![CDATA[produrre energia]]></category>
		<category><![CDATA[stato dell'arte fotovoltaico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Fotovoltaico a livello globale sta crescendo con un ritmo equiparabile a quello visto in Italia fino al 2013. Molti player internazionali dell&#8217;energia stanno investendo in centrali da fonti rinnovabili e sistemi di storage elettrico. Anche in diversi paesi emergenti, in primis l&#8217;India, il solare diventa una grande opportunità di investimento per diversi investitori locali e internazionali. Secondo un comunicato diffuso da IRENA nell&#8217;ambito di Intersolar, la consueta fiera di Monaco sul Solare, il Fotovoltaico entro il 2030 potrebbe arrivare a soddisfare da solo ben il 13% della domanda globale di energia. Oggi siamo intorno al solo due per cento, ma secondo le previsioni, il solare potrebbe passare dal 2 al 13 per cento nei prossimi 15 anni. IRENA (International Renewable Energy Agency) è l&#8217;associazione internazionale dedicata allo sviluppo ed alla promozione delle Energie Rinnovabili che raccoglie l&#8217;adesione, ad oggi, dell&#8217;Unione Europea e di altri 91 Stati nel mondo. 13 per cento, dunque, entro il 2030. Questo è il dato sorprendente che emerge dal rapporto: &#8220;Letting in the Light: How Solar Photovoltaics Will Revolutionize the Electricity System&#8221; presentato a Monaco nell&#8217;ambito della fiera internazionale Intersolar Europe. Secondo i dati la potenza fotovoltaica installata a livello globale al 2030 dovrebbe attestarsi [&#8230;]</p>
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		<title>Greening the Islands 2015: politiche energetiche per la sostenibilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2015 06:55:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vivere un&#8217;isola: chi non ha mai sognato di lasciare tutto per un&#8217;isola deserta e assolata? In realtà la vita su un&#8217;isola non corrisponde sempre all&#8217;idillio che molti si immaginano. Trasporti, approvvigionamenti ed energia solo infatti solo alcuni aspetti con i quali gli abitanti delle isole sono costretti a fare i conti. Greening the Island è l&#8217;evento che ha come obiettivo la condivisione delle migliori pratiche che le isole mettono in campo per affrontare le difficoltà, adottando nel contempo scelte sostenibili dal punto di vista ambientale e con un minore impatto ambientale. Per la seconda Greening the Island 2015 è stata scelta Malta come sede dell&#8217;incontro (dal 28 al 30 ottobre), dopo il successo della prima edizione svoltasi sull&#8217;isola italiana di Pantelleria. L&#8217;edizione maltese dell&#8217;evento ospita 20 paesi che porteranno l&#8217;esperienza raccolta dalle proprie isole, sparse per tutto il mondo. Tra i partecipanti si contano infatti, oltre alle isole italiane, greche, spagnole, Cipro e Malta, anche Capo Verde, le Azzorre, le Canarie e le Maldive, oltre all&#8217;isola danese di Samsø. L&#8217;appuntamento di Malta assume ancora maggiore importanza in vista della Conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici; le isole e le coste infatti costituiscono due tra gli ambienti più minacciati dai cambiamenti [&#8230;]</p>
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		<title>IRENA, linee guida per integrare le rinnovabili a livello nazionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2015 06:55:20 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[rinnovabili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Produrre energia senza inquinare. Si può fare, ma c&#8217;è bisogno di una &#8220;roadmap&#8221; chiara e condivisa che indichi &#8220;come fare&#8221;. Integrare in maniera efficace le fonti rinnovabili sulle reti elettriche nazionali è una delle sfide principali da affrontare a livello comunitario per utilizzare su ampia scala le fonti rinnovabili. Centrali fotovoltaiche ed impianti eolici sono in grado di produrre molta energia pulita, senza emissione alcuna, in alcuni momenti della giornata, o in alcuni periodi dell&#8217;anno. Hanno però un limite derivante dalla loro stessa natura: il limite di essere generatori intermittenti di energia, discontinui e non prevedibili. In alcuni momenti possono generare sulla rete veri e propri picchi produttivi, possono sovraccaricare la rete locale creando problemi di sbilanciamento tra domanda ed offerta di energia. Per questo motivo c&#8217;è l&#8217;esigenza, in qualsiasi paese che utilizzi le fonti rinnovabili per l&#8217;approvvigionamento energetico, di realizzare particolari adeguamenti strutturali sulla rete di distribuzione per favorire l&#8217;integrazione efficiente delle rinnovabili sulla rete nazionale. Non basta utilizzare le fonti rinnovabili a livello nazionale. La rete elettrica deve essere &#8220;strutturata&#8221; per accogliere in maniera efficace le fonti intermittenti. Per questo motivo IRENA, la &#8220;Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili&#8221; ha pubblicato una guida per l’integrazione delle energie rinnovabili [&#8230;]</p>
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		<title>Smart island: l&#8217;energia pulita arriva all&#8217;Isola del Giglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2015 06:55:57 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[fonti fossili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo le Smart City, possiamo iniziare a parlare delle Smart Island? Per le isole la produzione e gestione intelligente dell&#8217;energia ha i suoi migliori benefici, visto che taglia gli elevati costi di trasporto delle materie prime. L’Isola del Giglio (compreso Giannutri) potrebbe essere la prima Smart Island italiana: cosa intendiamo dire? Che grazie ai sistemi per l’accumulo di energia, grazie al fotovoltaico e ad altre soluzioni hi-tech (che potremmo definire &#8220;gestione intelligente ed ottimizzata&#8221; dell&#8217;energia) sarà possibile gestire in maniera autonoma la cosiddetta domanda attiva di elettricità. È stato siglato un protocollo d&#8217;Intesa tra IBM e Terna Plus con il Comune dell’Isola del Giglio, l&#8217;Acquedotto del Fiora, la SIE (che è la concessionaria dell’energia elettrica dell’isola) e l&#8217;Ente Parco Nazionale dell&#8217;Arcipelago Toscano. Questa isola, come tante altre isole non solo italiane, vede il proprio fabbisogno energetico schiavo di sistemi di generazione obsoleti, inquinanti e soprattutto anti-economici. Non essendo connessa alla rete elettrica nazionale, la produzione energetica dell&#8217;isola è legata ancora agli inefficienti generatori a gasolio: ben il 75% dell’energia prodotta viene dispersa nell’ambiente sotto forma di calore. Non si tratta solo di uno spreco di risorse, ma anche di un sistema estremamente inquinante, antieconomico ed impattante da un punto di [&#8230;]</p>
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		<title>Consumi elettrici record, rinnovabili coprono il 40% della domanda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2015 06:55:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News dal mondo fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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		<category><![CDATA[rinnovabili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La prima vera ondata di calore dell’estate 2015 ha già fatto segnare consumi elettrici record. Lo ha rilevato Terna, che ha diffuso a tal proposito una nota nella quale si evidenzia l’incremento di richiesta di energia rispetto allo scorso anno. Il 7 luglio alle ore 16:00 in Italia è stato segnato il nuovo record storico nella richiesta di energia elettrica. In tutto il Paese sono stati domandati 56.883MW di energia. Rispetto allo scorso anno le temperature medie fatte registrare nella prima settimana di luglio sono state più alte di 5 gradi, dato che giustifica l’aumento dei consumi elettrici. Nel 2014 il picco di richiesta di energia era stato registrato il 12 giugno, con una notevole differenza rispetto allo scorso 7 luglio: il differenziale tra i due picchi è infatti di 5.333MW. Al momento, il dato rilevato la scorsa settimana è il dato più elevato di sempre e supera anche il precedente record risalente all’inverno 2007, quando erano stati consumati 61MW in meno. Le rilevazioni di Terna permettono di fare delle osservazioni interessanti in merito alle abitudini di consumo degli italiani. La diffusione di condizionatori e apparecchi per la refrigerazione dell’aria ha portato a un graduale aumento dei consumi estivi di energia. [&#8230;]</p>
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		<title>Ondata di caldo: battuto il record di consumo elettrico a Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2015 06:55:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News dal mondo fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[fabbisogno energetico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La recente ondata di caldo che ha investito l’Italia ha determinato consumi elettrici record, creando qualche disagio in diversi quartieri di Milano colpiti da blackout. A2A ha fatto sapere che durante la giornata di lunedì 6 luglio è stato battuto il precedente record di consumo elettrico. L’anticiclone africano – a cui i meteorologi hanno dato il nome di Flegetonte, il fiume di fuoco presente anche nell’Inferno di Dante – è arrivato sull’Italia facendo salire rapidamente le temperature. E di pari passo sono saliti anche i consumi elettrici dovuti ai numerosi sistemi di condizionamento in funzione contemporaneamente. Una delle regioni più colpite da questa intensa ondata di caldo è stata la Lombardia. Specie nella zona di Milano, l’eccessiva richiesta di elettricità alla rete ha determinato interruzioni di servizio e in interi quartieri la fornitura di elettricità è stata a singhiozzo. A2A, una delle società che si occupano della gestione della rete elettrica nel territorio milanese ha fatto sapere che la richiesta di energia elettrica è stata senza precedenti. Complice la temperatura che ha sfiorato i 40°C, nella giornata di lunedì c’è stato un picco di richiesta pari a 1.625MW. I consumi non erano così alti da 10 anni: il precedente record [&#8230;]</p>
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		<title>Efficienza energetica: il primo condominio efficiente di Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2015 06:55:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News dal mondo fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza energetica]]></category>
		<category><![CDATA[fabbisogno energetico]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riqualificare i vecchi condomini a livello energetico è possibile? Si, a Milano la prima dimostrazione: si tratta di un investimento che si recupera nel tempo grazie ai risparmi energetici conseguiti ed alle detrazioni fiscali. Il comune di Milano ha di recente attribuito il primo riconoscimento di &#8220;condominio efficiente&#8221; ad un vecchio edificio milanese, per i lavori di riqualificazione energetica che hanno permesso di passare dalla classe energetica F alla classe C. Il progetto L&#8217;intervento effettuato sullo stabile di viale Zara 58, rientra nella campagna Condomini Efficienti, Tavolo Patti Chiari per l’Efficienza Energetica, promossa da Legambiente e patrocinata dal comune di Milano, il cui obiettivo è quello di rendere possibile la riqualificazione energetica degli edifici milanesi, migliorando al contempo la qualità complessiva della vita nel capoluogo lombardo. Secondo quanto comunicato dalle istituzioni del capoluogo, gli interventi di efficientamento sugli edifici potrebbero portare ad un risparmio di 814 chilo tonnellate di emissioni di CO2 entro i prossimi cinque anni, solo considerando gli edifici privati. Secondo quanto affermato da Legambiente tramite il presidente dell&#8217;associazione in Lombardia Damiano Di Simine, l&#8217;efficientamento degli edifici avrebbe almeno quattro risultati concreti: il risparmio per le famiglie, maggiori investimenti nel settore dell&#8217;edilizia (uno degli ambiti maggiormente colpiti dalla [&#8230;]</p>
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		<title>Contatore Enel e autoconsumo fotovoltaico, come calcolarlo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2015 07:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[costo kilowattora]]></category>
		<category><![CDATA[fabbisogno energetico]]></category>
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		<category><![CDATA[rete]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Contatore Enel e autoconsumo da fotovoltaico, come calcolare il risparmio energetico procurato dal proprio impianto? Con le attuali condizioni di installazione il maggior vantaggio del fotovoltaico è l&#8217; autoconsumo: non sono più gli incentivi a ripagare l&#8217;impianto ed a garantire il ritorno economico dall&#8217;investimento, ma la capacità di utilizzare l&#8217;impianto fv per ridurre le bollette elettriche di Enel. Più si autoproduce/autoconsuma la &#8220;propria energia&#8221;, più si ridurranno i prelievi di rete e più si avranno risparmi in bolletta. La quota di risparmio annuale potrà in qualche anno ammortizzare i costi di realizzazione dell&#8217;impianto e procurare ulteriori benefici economici nel tempo rimanente. Come calcolarlo? Non c&#8217;è nessun contatore, infatti, che misura l&#8217;autoconsumo. Come capire quanta è l&#8217;energia fotovoltaica effettivamente autoconsumata? L&#8217;autoconsumo fotovoltaico si deduce da altre misurazioni. Lo schema di installazione di qualsiasi impianto fotovoltaico prevede l&#8217;installazione di contatori Enel per conteggiare i kwh &#8220;in transito&#8221; da e per la propria rete domestica. In particolare, gli strumenti che si hanno a disposizione per monitorare i risparmi, e la quantità di energia effettivamente autoconsumata, sono due: il contatore Enel di produzione il contatore Enel di scambio Il primo contatore viene collegato &#8220;a monte&#8221;, subito dopo l&#8217; inverter. Questo era utile, fino a qualche [&#8230;]</p>
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		<title>Casa off grid: una realtà anche in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2015 06:55:02 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[efficienza energetica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immaginate una casa autosufficiente dal punto di vista energetico, che non abbia bisogno di collegarsi alla rete elettrica o alle forniture di gas. Ecco spiegato in poche parole cosa si intende per casa off grid (letteralmente staccata dalla rete). Se questo tipo di abitazione è già una realtà in alcuni paesi come la Svezia o gli Stati Uniti, in Italia rappresenta una novità assoluta, diventata realtà grazie ad un progetto dell&#8217;azienda Energy Resources. La prima casa off grid è stata costruita a Monsano, in provincia di Ancona, ma grazie alla completa indipendenza rispetto alle reti, avrebbe potuto essere collocata ovunque, anche nei luoghi irraggiungibili per le infrastrutture elettriche e del gas. L&#8217;abitazione off grid utilizza solo energia autoprodotta con fonti rinnovabili che interagiscono tra loro, come fotovoltaico, biomasse, geotermico ed eolico. Le difficoltà derivanti dalle possibili interruzioni dell&#8217;alimentazione sono superate grazie alla possibilità di accumulo data dalle batteria per quanto riguarda l&#8217;energia elettrica prodotta, ma vengono annullate anche grazie alla possibilità di trasformare in idrogeno l&#8217;energia in eccesso. L&#8217;idrogeno prodotto viene quindi utilizzato per alimentare l&#8217;abitazione, mentre in linea teorica le eccedenze potrebbero essere utilizzate anche per le macchine ad idrogeno. La casa off grid prevede inoltre un sistema di [&#8230;]</p>
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		<title>Le rinnovabili continuano a crescere: +15% rispetto al 2013</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2014 05:55:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[stato dell'arte fotovoltaico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Terna ha pubblicato il consueto resoconto mensile sull’andamento del mercato elettrico nazionale. Le rinnovabili continuano a crescere e rappresentano oggi il 40% della domanda. Il fotovoltaico è tra le le fonte più importanti, tra le rinnovabili elettriche, dopo l&#8217;idroelettrico. Ad ottobre la fonte solare è arrivata a coprire l’8,3% del fabbisogno complessivo di energia. Ovviamente la varianza tra estate e inverno è ancora alta perchè non ci sono sufficienti sistemi di accumulo che garantiscano l&#8217;utilizzo del solare in fasce orarie più estese. In Italia, però, se pensiamo ad un&#8217;assolata domenica primaverile, il solare copre tranquillamente il fabbisogno nazionale (ovviamente si tratta solo di alcuni momenti di &#8220;picco produttivo&#8221; e di flessione dei chilowattora consumati). Nei primi 10 mesi dell’anno le rinnovabili si sono rese protagoniste di una crescita significativa, generando 98 TWh di energia. Il dato forse più interessanti desumibile dal rapporto Terna fa riferimento alla quantità di energia prodotta dal settore fotovoltaico: nel periodo gennaio-ottobre il fotovoltaico ha già superato l’intera produzione fatta registrare nel 2013. L&#8217;aumento, dunque, è netto ed incontrovertibile, nonostante quest&#8217;anno le condizioni meteorologiche non siamo state particolarmente favorevoli. Il mercato italiano dell&#8217;energia nel mese di ottobre, complice la crisi economica, è stato caratterizzato da una [&#8230;]</p>
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		<title>Gli effetti futuri delle energie rinnovabili sui mercati internazionali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2014 14:39:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le energie rinnovabili, che ruolo avranno nei mercati internazionali? Nel corso del Festival della Diplomazia si è tenuto un interessante dibattito riguardo al ruolo che assumeranno in futuro le energie rinnovabili nel contesto europeo e internazionale. La rapida diffusione dell’energia eolica e di quella fotovoltaica avranno infatti un impatto diverso nei Paesi industrializzati e nelle economie emergenti. Il processo di de-carbonizzazione di cui si sta rendendo protagonista l’Europa vede le energie rinnovabili in primo piano. A fare il punto sulla situazione attuale e sui possibili scenari futuri nel mercato energetico internazionale è stato Roberto Vigotti, segretario generale di RES4MED (Renewable Energy Solutions for the Mediterranean), nel corso del dibattito “Energie rinnovabili: quale scenario futuro?”. Secondo Vigotti la rapida ascesa delle tecnologie legate all’eolico e al fotovoltaico avrà effetti diversi a seconda del contesto economico dei diversi Paesi. Entro il 2035 la domanda di elettricità a livello globale aumenterà notevolmente, soprattutto nei Paesi emergenti. Nei Paesi industrializzati, invece, gran parte degli investimenti da mettere in cantiere saranno destinati alla sostituzione di asset ormai obsoleti. Gli investimenti finalizzati all’aumento della capacità produttiva e quelli indirizzati all’aggiornamento e alla sostituzione di materiali e dispositivi non più efficienti ammontano a 17 trilioni di dollari. [&#8230;]</p>
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		<title>Fonti fossili e crisi finanziaria: esiste un legame?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2014 05:55:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[energia]]></category>
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		<category><![CDATA[produrre energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esiste un legame tra lo sfruttamento delle fonti fossili (petrolio e gas naturale in primis) e la crisi finanziaria globale? La crisi finanziaria potrebbe essere un sintomo dell’imminente collasso del sistema? Lo studio “Is global collapse imminent?” condotto dal professor Graham Turner mette a confronto le previsioni elaborate nel 1972 dallo studio del MIT (che ha portato alla pubblicazione del libro “Limiti allo sviluppo”) con i dati reali registrati fino a oggi. I dati odierni mostrano come il modello elaborato dal MIT abbia una incredibile aderenza alla realtà. Secondo il prof. Turner l’aumento dei costi legati all&#8217;uso del petrolio potrebbe portare al collasso, come predetto dagli studiosi del MIT. La crescita del prezzo del petrolio, poi, potrebbe essere stata la causa scatenante della crisi dei mutui subprime americani, che ha portato all’avvio di una crisi finanziaria senza precedenti. &#160; Non è più possibile ignorare i limiti allo sviluppo La conclusione a cui giunsero gli studiosi del MIT nel 1972 fu che il percorso di crescita esponenziale del sistema socio-economico intrapreso dall’umanità non era sostenibile e che sarebbe arrivato al collasso entro il 2100, a meno che non si fossero adottate delle misure di contenimento della crescita. La soluzione auspicata era [&#8230;]</p>
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		<title>Rapporto Terna agosto 2014: giù i consumi, su le rinnovabili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2014 06:15:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[stato dell'arte fotovoltaico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diminuiscono i consumi, aumenta l’utilizzo delle energie rinnovabili in generale e del fotovoltaico nello specifico: in soldoni è questo il riassunto dell’analisi presentata da Terna Rete Italia di Terna Group per il mese di agosto 2014. Il confronto è con lo stesso mese dell’anno scorso: si nota quindi un -4% per quanto riguarda i consumi ed un +9% per quanto riguarda l’uso del FV. Entriamo ora nel dettaglio delle cifre, per tentare di capire in maniera più esatta come può essere il trend evolutivo del nostro Paese nel campo dell’energia. Innanzitutto il calo dei consumi: c’è effettivamente stato, ma va visto al netto delle variazioni di temperatura rispetto allo scorso anno. Essendo stato un agosto fresco (per usare un eufemismo), l’uso dei condizionatori è stato senza dubbio minore…e probabilmente ci sono state anche meno persone in grado di permettersi di comprarne uno o di utilizzare quello che avevano già. Il dato reale è quindi -1,6%: meno rotondo ma sicuramente importante. Altro dato senza dubbio interessante è il calo vertiginoso del saldo estero: -21,9% rispetto ad agosto 2013, significa aver acquistato da fuori Italia ben 525 GWh di energia in meno. Un passo in più verso una fondamentale indipendenza energetica, che [&#8230;]</p>
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