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	<title>nucleare Archives - Fotovoltaiconorditalia</title>
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	<description>fotovoltaico in italia , energia solare pulita e rinnovabile</description>
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		<title>UK: governo finanzia nucleare, quando il fotovoltaico costa la metà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2015 06:55:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News dal mondo fotovoltaico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La diatriba non è nuova, quella tra rinnovabili e nucleare. Se, come si dice, il nucleare ha alti livelli di efficienza, le rinnovabili, con gli adeguati sistemi di accumulo, garantiscono costi minori per l&#8217;approvvigionamento energetico. Tra i costi del nucleare ci sono, infatti, elevatissimi i costi di avvio, di mantenimento e di smaltimento delle scorie. A riprova di ciò è la scelta del governo britannico di incentivare con 30 miliardi di sterline la realizzazione di un nuovo reattore nucleare. Se il nucleare fosse davvero economico, che bisogno avrebbe di ricevere incentivi pubblici di questa portata? Mentre il governo britannico finanzia il nucleare, taglia gli incentivi al fotovoltaico perchè &#8220;troppo onerosi&#8221; sulla bollette elettriche dei cittadini inglesi. In realtà, stando ai numeri, i sussidi al nucleare faranno lievitare le bollette elettriche di 33 sterline/anno a tutti i cittadini inglesi. Gli attuali incentivi al fotovoltaico, invece, &#8220;pesano&#8221; per cifre 5 volte inferiori (6 sterline/anno per famiglia). Nei 35 anni di vita previsti, il nuovo reattore nucleare di Hinkley Point C riceverà, a conti fatti, quasi 30 miliardi di sterline grazie ad un prezzo di acquisto concordato con il governo sull&#8217;energia prodotta. Prezzo di vendita &#8220;molto generoso&#8221; che ammonta a quasi il doppio [&#8230;]</p>
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		<title>La Francia taglia il nucleare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2014 05:55:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I sostenitori dell&#8217;utilizzo dell&#8217;energia nucleare spesso utilizzano come argomentazione a favore di questo tipo di energia il fatto che la vicina Francia e che quindi anche l&#8217;Italia dovrebbe rivedere la propria politica energetica. Tuttavia proprio la Francia ha deciso di fare un passo indietro sull&#8217;uso del nucleare. L&#8217;Assemlée Nationale, l&#8217;equivalente della nostra Camera, ha approvato una norma che prevede la riduzione dal 75% al 50% del nucleare per la produzione di energia elettrica. Il termine fissato per il raggiungimento di questa quota è piuttosto lungo, si parla infatti del 2025, ma segna comunque una svolta nella concezione del mix energetico francese. La notizia è stata commentata favorevolmente dalle principali associazioni ambientaliste, ma c&#8217;è chi sostiene, come Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace, che molti dei reattori nucleari francesi dovrebbero essere spenti prima del 2025 in quanto ormai obsoleti e quindi non più in grado di garantire la sicurezza. Onufrio ha inoltre sottolineato come la quota di energia prodotta dal nucleare resti comunque molto elevata, e come ciò rappresenti di fatto un ostacolo per l&#8217;intera politica energetica europea. Il direttore di Greenpeace ha affermato inoltre che anche per la Francia l&#8217;alternativa non può che venire dal un piano energetico basato sulle [&#8230;]</p>
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		<title>Fotovoltaico : alternativa al fossile e nucleare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jun 2012 11:00:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I vantaggi del fotovoltaico Perchè installare oggi un impianto fotovoltaico? Installare un impianto fotovoltaico ha oggi molti vantaggi, non solo ambientali e collettivi, ma anche economici per aziende e privati. In forza di questi vantaggi il solare fotovoltaico rappresenta oggi una fonte di energia ecosostenibile a larga diffusione ed ancora una forma di investimento &#8220;a buon rendimento&#8221; anche con il nuovo conto energia anche in considerazione del continuo aumento del prezzo delle fonti fossili, per lo più di importazione. &#160; Il fotovoltaico risparmia Co2 Con un impianto fotovoltaico si produce energia senza emettere gas serra. A differenza dell&#8217;energia generata dalle tradizionali fonti inquinanti, per ogni Kwh prodotto da un&#8217;installazione fotovoltaica, si risparmia all&#8217;ambiente di più di mezzo chilo di CO2. L&#8217;energia spesa per produrre pannelli solari, inoltre, viene generata in quantità nove volte maggiore nell&#8217;arco della vita produttiva degli stessi pannelli. Il fotovoltaico, ancora, può collocarsi in maniera poco impattante nell&#8217;ambiente sfruttando superfici già occupate, in particolare nel caso di impianti a completa integrazione architettonica. La messa in opera, in genere, necessita solo di minime opere civili ed una semplice connessione alla rete di distribuzione nazionale. &#160; Il conto energia Con il meccanismo del Conto Energia per l&#8217;incentivazione della produzione energetica [&#8230;]</p>
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		<title>Unione Europea: la Roadmap per l&#8217;energia , orizzonte 2050</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2012 14:49:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con questa serie di articoli &#8220;prendiamo il volo&#8221; per illustrare, al di là della questione italiana del fotovoltaico e delle rinnovabili, quelle che sono le prospettive energetiche concrete individuate dalla Commissione europea. Una vera e propria &#8220;Roadmap&#8221; stilata dalla Commissione Europea da qui al 2050 per raggiungere la quasi totale de-carbonizzazione della produzione energetica. Il documento, individuando ed analizzando i diversi scenari energetici europei per i prossimi anni, dà luce su quelle che potranno essere le politiche energetiche europee per i prossimi anni: da qui al 2050. Abbiamo scelto di parlare di questo argomento perchè può rappresentare un buono spunto di riflessione per &#8220;approcciare&#8221; fin da subito in maniera corretta le scelte (magari di investimento?) energetiche individuali. Nel bene e nel male è auspicabile sapere almeno in linea generale ciò che ci attende per i prossimi anni. Il benessere della popolazione, la cosiddetta &#8220;competitività industriale&#8221; ed il funzionamento globale delle società sono tributari di una disponibilità di energia abbondante, duratura, sicura, e soprattutto &#8220;abbordabile&#8221; economicamente. L&#8217;energia deve essere disponibile con un approvvigionamento garantito nel tempo perchè è alla base delle nostre società. L&#8217;energia però deve essere da oggi anche in grado di rispettare l&#8217;ambiente ed il pianeta per preservare quello [&#8230;]</p>
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		<title>Il perchè della Roadmap europea al 2050 e gli scenari di lungo periodo -1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 14:24:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8230;continua: &#160; E&#8217; sempre impossibile prevedere perfettamente scenari di lungo periodo, però gli scenari presentati nelle pagine di questo documento prospettano le possibili vie che possono condurre alla decarbonizzazione del sistema energetico europeo. Esse implicano dei cambiamenti importanti per ciò che concerne, per esempio, i prezzi del carbone, le nuove tecnologie e le reti. I diversi scenari individuati dalla Roadmap europea al 2050 prospettano la riduzione dell&#8217;80% di emissioni di gas serra, che implica la riduzione di circa l&#8217;85% delle emissioni di Co2 dal solo settore energetico, compreso quello della mobilità e dei trasporti. Le previsioni a lungo termine, viene sottolinetato nel documento, non possono mai essere realistiche al 100%. Esse, infatti, per quanto possano risultare realistiche, includono sempre una buona dose di incertezza: è impossibile prevedere, per esempio, con esattezza le quantità di petrolio o gas ancora estraibili dal Pianeta, ed è impossibile prevedere con certezza se la tecnologia per la Cattura e lo Stoccaggio del Carbone (CSC) raggiungerà uno sviluppo su scala commerciale e sono difficili da prevedere anche tantissime altre variabili (dalla congiuntura economica mondiale ai futuri sviluppi tecnologici). Inoltre ci saranno le scelte che i cittadini ed i governi degli Stati membri vorranno fare sull&#8217;uso del [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.fotovoltaiconorditalia.it/mondo-fotovoltaico/il-perche-della-roadmap-europea-al-2050-e-gli-scenari-di-lungo-periodo-1">Il perchè della Roadmap europea al 2050 e gli scenari di lungo periodo -1</a> appeared first on <a href="https://www.fotovoltaiconorditalia.it">Fotovoltaiconorditalia</a>.</p>
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		<title>Il perchè della Roadmap europea al 2050 e gli scenari di lungo periodo -2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 14:23:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8230;continua: &#160; Un sistema energetico sicuro, concorrenziale e de-carbonizzato al 2050 è possibile (ed auspicabile) Il settore energetico, l&#8217;energia in tutte le sue forme, è il maggior responsabile delle emissioni di gas ad effetto serra di origine antropica. Ecco perchè l&#8217;obiettivo di ridurre le emissioni di almeno l&#8217;80% entro il 2050 dovrà esercitare una &#8220;forte pressione&#8221; sui sistemi energetici nei prossimi anni. Se, come ci si può aspettare, i mercati mondiali dell&#8217;energia diventeranno maggiormente interdipendenti, la situazione energetica dell&#8217;Unione Europea sarà direttamente influenzata anche dalla situazione energetica dei propri vicini e dalle tendenze energetiche mondiali. I risultati dei vari scenari prospettati dipenderanno, infatti, prima di tutto, dalla realizzazione e/o adesione ad accordi internazionali per la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra. Questi accordi &#8220;planetari&#8221; per il clima dovranno avere, come più importante effetto, la diminuzione della domanda globale dell&#8217;energia prodotta dai combustibili fossili. Il quadro dei possibili scenari individuati nella Roadmap europea per l&#8217;energia al 2050 Quali sono le possibili scelte politiche europee in materia energetica per i prossimi anni? Quali possibili scenari energetici? In questo capitolo vengono descritti i possibili scenari prospettati a livello di politiche europee in riferimento al raggiungimento degli obiettivi di de-carbonizzazione precedentemente citati, [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.fotovoltaiconorditalia.it/mondo-fotovoltaico/il-perche-della-roadmap-europea-al-2050-e-gli-scenari-di-lungo-periodo-2">Il perchè della Roadmap europea al 2050 e gli scenari di lungo periodo -2</a> appeared first on <a href="https://www.fotovoltaiconorditalia.it">Fotovoltaiconorditalia</a>.</p>
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		<title>Il perchè della Roadmap europea al 2050 e gli scenari di lungo periodo -3</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Feb 2012 14:22:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8230;continua: &#160; 2) Gli scenari individuati: le possibili strategie per la de-carbonizzazione al 2050 a) Politiche che puntano all&#8217;efficienza e risparmio energetico Si tratta per lo più di politiche tese ad incentivare il risparmio energetico e l&#8217;efficienza energetica. Le misure possono comprendere, per esempio, dei criteri più restrittivi, meno energivori, per tutti i dispositivi elettrici e per gli edifici di nuova costruzione, incentivi per le ristrutturazioni di edifici esistenti con criteri più restrittivi per il risparmio energetico e l&#8217;obbligo del massimo risparmio energetico per le imprese pubbliche del settore dell&#8217;energia. Solo queste politiche produrrebbero, da qui al 2050, una riduzione del 41% della domanda energetica rispetto ai picchi del 2005-2006. b) Politiche che puntano a tecnologie diversificate per l&#8217;approvvigionamento energetico In questo scenario nessuna tecnologia energetica verrebbe privilegiata e verrebbero prese tutte parimenti in considerazione. Tutte le fonti energetiche entrerebbero in concorrenza sul mercato senza specifiche misure di aiuto all&#8217;una o all&#8217;altra tecnologia. La decarbonizzazione dovrebbe avvenire, secondo questo scenario, quasi &#8220;spontaneamente&#8221; guidata dalla sola regolazione dei prezzi e delle leggi della domanda e dell&#8217;offerta: con l&#8217;esaurimento del carbone il suo prezzo salirà e le altre fonti diventeranno sempre più competitive, fino a risultare più economiche. Questo scenario presupporrebbe, secondo [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.fotovoltaiconorditalia.it/mondo-fotovoltaico/il-perche-della-roadmap-europea-al-2050-e-gli-scenari-di-lungo-periodo-3">Il perchè della Roadmap europea al 2050 e gli scenari di lungo periodo -3</a> appeared first on <a href="https://www.fotovoltaiconorditalia.it">Fotovoltaiconorditalia</a>.</p>
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		<title>Le Dieci tesi per la trasformazione strutturale del sistema energetico (Roadmap europea al 2050) -1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 14:21:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>   &#8230;continua: La combinazione dei diversi scenari esaminati nel precedente capitolo ha permesso alla Commissione Europea di sintetizzare alcune conclusioni, potremmo definirle &#8220;Tesi&#8220;, sul sistema energetico europeo dei prossimi anni. Queste tesi e queste considerazioni (da me rielaborate e non riportate &#8220;alla lettera&#8221;) possono di certo aiutare a &#8220;mettere a fuoco&#8221; meglio le possibili strategie europee per la de-carbonizzazione, ma anche le possibili scelte strategiche degli &#8220;stakeholders&#8221; energetici o, nel loro piccolo, dei cittadini/utenti. Queste &#8220;tesi&#8221; incideranno sicuramente sulle strategie energetiche europee che faranno esordire i loro effetti nel 2020, nel 2030 ed oltre. 1- La de-carbonizzazione è possibile e può rivelarsi a lungo termine meno costosa rispetto alle attuali politiche Gli scenari individuati dalla Commissione Europea mostrano che la decarbonizzazione del sistema energetico europeo è cosa fattibile. I costi legati alla trasformazione del sistema energetico non si rivelano molto differenti rispetto a quelli previsti nello scenario basato sulle attuali politiche (il CPI &#8211; Current Policy Initiatives). Il costo totale del sistema energetico (comprendente i costi dei combustibili e dell&#8217;elettricità, i costi di finanziamento, i costi di investimento nelle strutture, i prodotti relativi all&#8217;efficienza energetica, &#8230;) potrebbe rappresentare poco meno del 14,6% del PIL europeo al 2050 nel caso del [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.fotovoltaiconorditalia.it/mondo-fotovoltaico/le-dieci-tesi-per-la-trasformazione-strutturale-del-sistema-energetico-roadmap-europea-al-2050-1">Le Dieci tesi per la trasformazione strutturale del sistema energetico (Roadmap europea al 2050) -1</a> appeared first on <a href="https://www.fotovoltaiconorditalia.it">Fotovoltaiconorditalia</a>.</p>
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		<title>Le Dieci tesi per la trasformazione strutturale del sistema energetico (Roadmap europea al 2050) -2</title>
		<link>https://www.fotovoltaiconorditalia.it/mondo-fotovoltaico/le-dieci-tesi-per-la-trasformazione-strutturale-del-sistema-energetico-roadmap-europea-al-2050-2</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 14:21:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  &#8230;continua: 3- L&#8217;elettricità giocherà un ruolo crescente nel sistema energetico generale. L&#8217;energia elettrica avrà un ruolo fondamentale, ben più importante rispetto ad oggi, e dovrà contribuire alla decarbonizzazione dei trasporti e dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento degli edifici. L&#8217;elettricità potrà arrivare a rispondere a circa il 65% della domanda energetica totale legata ai trasporti (dai veicoli speciali a quelli leggeri). Per arrivare a questo risultato il sistema di produzione di elettricità dovrà modificarsi radicalmente e strutturalmente e raggiungere un buon livello di decarbonizzazione già dal 2030: circa il 65% al 2030 ed il 99% al 2050. Con queste prerogative è importante iniziare fin da subito, secondo il documento della Commissione Europea, la transizione fornendo i segnali necessari per una riduzione immediata degli investimenti per infrastrutture ad elevata &#8220;intensità di carbone&#8221;. 4- I prezzi dell&#8217;elettricità aumenteranno fino al 2030 prima di ridiminuire Il prezzo dell&#8217;elettricità aumenterà fino al 2030 prima di riabbassarsi. La maggior parte di questo aumento avverrà già di per sè come effetto dell&#8217;attuale scenario energetico poichè è legato alla sostituzione, nei prossimi 20 anni a venire, delle attuali installazioni di produzione energetica che saranno già interamente ammortizzate. Nell&#8217;ipotesi di attuazione di politiche dedicate per lo più [&#8230;]</p>
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		<title>Le Dieci tesi per la trasformazione strutturale del sistema energetico (Roadmap europea al 2050) -3</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 14:19:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p> &#8230;continua: 7- Sarà necessario in ogni caso un forte aumento delle fonti energetiche rinnovabili La parte di energia prodotta da fonti rinnovabili, in ogni scenario ipotizzato nel documento della Commissione, dovrà aumentare considerevolmente, per raggiungere al 2050 almeno (nella peggiore delle ipotesi) il 55% dei consumi finali lordi, ossia un aumento di 45 punti percentuali rispetto ai livelli attuali, che raggiungono circa il 10%. Nella migliore delle ipotesi, cioè quella che si attuerebbe nello scenario &#8220;100% FER&#8221; (scenario maggiormente &#8220;pro-rinnovabili&#8221;) ipotizzato dalla Commissione EU, tale percentuale potrebbe salire al 97%. In tal caso si dovrebbe provvedere, secondo il documento, ad un importante sistema di stoccaggio/immagazzinamento di elettricità per assorbire le variazioni temporali di produzione energetica dalle rinnovabili. 8- Anche la cattura e stoccaggio del carbone (CSC o CCS) potrà avere un ruolo fondamentale Sempre secondo il documento della Commissione Europea, anche i metodi per la cattura e lo stoccaggio del carbone (CSC), se verranno commercializzati, potranno dare un contributo importante per l&#8217;obiettivo di decarbonizzazione da raggiungere al 2050. In 4 dei 5 scenari individuati dalla Commissione, il metodo &#8220;della cattura e stoccaggio del carbone&#8221; , ovvero la cattura del carbonio dalla Co2 per ridepositarlo nel sottosuolo, potrebbe contribuire al mix [&#8230;]</p>
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		<title>L&#8217;Uranio non è una fonte rinnovabile, il nucleare ha costi troppo elevati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 01:20:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le alternative al petrolio sono l&#8217; efficienza ed il risparmio energetico e le fonti rinnovabili. L&#8217;opzione nucleare per l&#8217;Italia non ha senso alcuno. Oltre ai rischi ambientali e per la salute della popolazione il nucleare ha costi troppo elevati. Questa prospettiva non crea poi l&#8217;indipendenza energetica né, tanto meno, “sicurezza”. I fatti del Giappone lo stanno drammaticamente confermando. L&#8217;uranio non è una fonte rinnovabile, è fonte esauribile, è un elemento che può essere estratto al massimo per qualche decennio, rischiando, nel caso in cui si costruissero in Italia decine di centrali nucleari, di non riuscire a ripagare neanche gli investimenti fatti. Se poi consideriamo che le centrali nucleari possano costituire obiettivi “militari” o “terroristici” sensibili, si capisce bene come rappresentino un ulteriore rischio per la popolazione. In Italia, con un referendum popolare dell&#8217;87 si era deciso di dire No a questa forma di approvvigionamento energetico. Oggi, solo 14 anni dopo, la classe politica è già pronta a rilanciarlo come se a nulla fosse servito tutto ciò che è stato vissuto e capito all&#8217;epoca di Cernobyl. Anche molte Regioni hanno recentemente espresso il loro dissenso alla eventualità, o alla possibilità, di vedere realizzate centrali nucleari sul proprio territorio. Ma il governo, [&#8230;]</p>
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		<title>La minaccia nucleare del Giappone mette in luce le bugie sull&#8217; energia atomica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 16:08:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La minaccia atomica proveniente dal Giappone si ritorce come un boomerang sull&#8217;attuale dibattito italiano sul Nucleare e sulle fonti energetiche rinnovabili. Il disastro giapponese rappresenta, oltre alla grande tragedia umana causata dall&#8217;onda anomala e dal numero di morti e dispersi “che ha portato con sè”, una reale minaccia di contaminazione nucleare, minaccia inizialmente minimizzata dal Governo italiano, in questo momento preoccupato solo di fare propaganda nuclearista a favore delle lobby del nucleare. Le ultime notizie parlano di un reale pericolo di contaminazione, i reattori hanno rischiato la fusione, le barre di uranio hanno rischiato e rischiano tutt&#8217;ora un eccessivo surriscaldamento che potrebbe causare ulteriori e più gravi esplosioni con conseguenti fughe di radioattività. Per capirci, il meccanismo che si può innescare è come quello di una grande bomba atomica. I governanti cercano di rassicurare, intanto gli Stati Uniti hanno spostato una portaerei (che era in missione umanitaria) facendola allontanare dall&#8217;area, dopo aver accertato livelli di radiazioni anormali a 160 km dalla costa. Tornando all&#8217;Italia, le bugie più gravi che si stanno diffondendo sul Nucleare, scientemente diffuse dalle Lobby, sono almeno due: la “ sicurezza ” e l&#8217; “ economicità ” dell&#8217;energia atomica. Due fantomatici “punti di forza” che la realtà [&#8230;]</p>
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		<title>Rifkin : no al nucleare sì a reti intelligenti  con fotovoltaico , rinnovabili e idrogeno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 17:43:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Mondo fotovoltaico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Miliardi di cittadini che auto producono energia elettrica pulita , da fotovoltaico e non, scambiando quella in eccesso. Questa è l&#8217;idea della terza rivoluzione industriale sostenuta da Jeremy Rifkin che, in un futuro non molto lontano, immagina un mondo fatto di mobilità elettrica, abitazioni eco-sostenibili e autoproduzione / scambio di energia creata da fonti rinnovabili. Chi è Jeremy Rifkin J. Rifkin, studioso e fondatore, tra le altre, della “Foundation on Economic Trends” di Washington, è uno dei maggiori esperti di economia globale nonché studioso del rapporto oggi intercorrente tra l&#8217;evoluzione della scienza e della tecnologia, da un lato, e lo sviluppo economico, l&#8217;ambiente e la cultura, dall&#8217;altro. Intellettuale, professore emerito e studioso di fama modiale, Rifkin è autore di innumerevoli volumi tradotti e studiati nelle università di tutto il mondo. Alcuni titoli: Entropia (2000), Economia all&#8217;idrogeno (in cui propone l&#8217;idea del “Worldwide Energy Web”, 2002) e “La civiltà dell&#8217;empatia” (2010). Rifkin interviene in tutto il mondo come opinionista e pubblica i propri interventi su quotidiani e periodici europei tra i quali il britannico &#8220;The Guardian&#8220;, lo spagnolo &#8220;El Pais&#8221; come anche &#8220;L&#8217;espresso&#8221; in Italia e la &#8220;Suddeutsche Zeitung&#8221; in Germania. Rifkin è attivo, oltre che un USA, anche in Europa [&#8230;]</p>
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		<title>Fonti rinnovabili e nucleare: quali prospettive?</title>
		<link>https://www.fotovoltaiconorditalia.it/mondo-fotovoltaico/fontirinnovabilienuclearequaliprospettive</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 11:41:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[centrale nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[fonti rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ritorno al nucleare è improponibile e inconveniente. Realizzare una centrale nucleare richiede oggi circa 4 miliardi di euro, e il costo reale del kWh ottenuto potrà essere calcolato solo quando il primo rifiuto della centrale più vecchia sarà diventato inattivo, cioè fra oltre diecimila anni. Con l’emergenza climatica vicina, inoltre, e con gli accordi internazionali che impongono obblighi e tempi, l’affidarsi a reattori che saranno realizzati non prima di dieci anni non sembra una soluzione sensata A pagare saranno i contribuenti, che vedranno lo Stato sostenere coi loro soldi una scelta che li penalizzerà sotto il profilo della dipendenza energetica e tecnologica e non consentirà al nostro Paese di attrezzarsi per la lotta contro la CO2 e i cambiamenti del clima. Il nucleare, infine, produce scorie radioattive che rimangono potenzialmente pericolose per migliaia di anni. Questa strada non avrà alcun risultato nella lotta al cambiamento climatico e aumenterà solo la dipendenza del Paese dai combustibili fossili, seppure nucleari, di cui non possediamo alcun giacimento. Le fonti rinnovabili, il fotovoltaico.. e non solo, possono essere oggi (e fin da subito) un validissimo sostegno alle fonti tradizionali, soprattutto per quanto riguarda i consumi domestici. Se le case, per esempio, venissero costruite [&#8230;]</p>
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