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	<title>2020 Archives - Fotovoltaiconorditalia</title>
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	<description>fotovoltaico in italia , energia solare pulita e rinnovabile</description>
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		<title>Pochi anni per salvare il clima</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2014 10:09:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News dal mondo fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[2020]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mondo ha meno di venti anni per salvare il clima. Questo, almeno, è lo scenario inquietante che è stato dipinto dall&#8217;Ipcc, l&#8217;Intergovernmental Panel on Climate Change, che ha evidenziato che gli obiettivi di taglio delle emissioni inquinanti relativi al 2020 possono già essere considerati falliti: secondo il panel intergovernativo, non rimane altro da fare che aspettare il 2030, cercando di mettere in pratica comportamenti ecologici e sostenibili e puntando per quanto possibile sulle tecnologie pulite. Insomma, se è vero che la riduzione delle emissioni di anidride carbonica previsto entro il 2020 non è più fattibile, è altrettanto vero che la battaglia per salvare il clima del pianeta deve proseguire. L&#8217;ente intergovernativo che si occupa dei cambiamenti climatici ha diffuso il quinto Rapporto di Valutazione sui Cambiamenti Climatici, documento &#8211; invero piuttosto preoccupante &#8211; che prende in esame le diverse opportunità di mitigazione cui si è ricorso negli ultimi anni e che è possibile sfruttare anche nel prossimo futuro, in funzione delle conoscenze economiche e tecnologiche disponibili. Per salvare il clima l&#8217;obiettivo, ormai è noto, è quello di ridurre le emissioni di anidride carbonica, o comunque intervenire sui loro effetti: per esempio studiando metodi di cattura Co2 ed altri gas [&#8230;]</p>
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		<title>Burden sharing , cosa è?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2013 14:25:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Idee]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il burden sharing è la ripartizione degli obiettivi energetici nazionali in sotto-obiettivi energetici regionali, ovvero la suddivisione tra le 20 Regioni italiane dell&#8217; obiettivo nazionale di riduzione delle emissioni e di sviluppo delle rinnovabili e del risparmio energetico. L&#8217;europa impone degli obiettivi a ciascun paese membro ed ogni paese ha il compito di ripartire a sua volta, al proprio interno, i target per il raggiungimento dell&#8217;obiettivo nazionale. Vediamo come nasce e da dove arriva il burden sharing. &#160; Come nasce il burden sharing Gli obiettivi di riduzione delle emissioni, dal Protocollo di Kyoto alla strategia europea 20 20 20, hanno un risvolto diretto sulla politica nazionale di diminuzione dei gas climalteranti, riduzione che deve avvenire per effetto di almeno quattro fattori: efficienza e risparmio energetico sviluppo delle fonti di energia rinnovabile (solare fotovoltaico, solare termico, geotermico, eolico, biomasse, &#8230;) agricoltura sostenibile migliore gestione dei rifiuti Il protocollo di Kyoto, strumento giuridico internazionale per il contrasto dei cambiamenti climatici, prevedeva infatti la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra dell&#8217; 8% entro il 2012 (rispetto ai valori del 1990) per i paesi industrializzati, tra cui l&#8217;Italia. La strategia europea prevede invece, recependo in parte gli obiettivi del protocollo, il raggiungimento di questi [&#8230;]</p>
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		<title>Bristol, 1000 Gigawattora di energia fotovoltaica l&#8217;anno entro il 2020</title>
		<link>https://www.fotovoltaiconorditalia.it/news/bristol-1000-gigawattora-di-energia-fotovoltaica-lanno-entro-il-2020</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2013 05:55:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News dal mondo fotovoltaico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sole a Bristol (circa 200 Km da Londra) non splende di certo come a Palermo. Ma chi l&#8217;ha detto che il fotovoltaico conviene solo nei &#8220;paesi del sole&#8221;? E poi, fotovoltaico &#8220;per il sociale&#8221;: potrà essere una nuova prospettiva di sviluppo del solare anche per l&#8217;Italia? A Bristol, cittadina britannica nota per le &#8220;amenità&#8221; atmosferiche (e per l&#8217;elevata piovosità), un nuovo progetto fotovoltaico metterà a disposizione degli alloggi sociali 1 Gigawatt (ben 1.000 Megawatt) di energia solare pulita entro il 2020. L&#8217;ambizioso obiettivo è quello di realizzare mille megawatt di potenza fotovoltaica entro i prossimi 6 anni, per rifornire gli abitanti, attraverso i tetti degli edifici pubblici cittadini, di circa 1 milione di megawattora l&#8217;anno di energia pulita. Sottolineamo: si tratta di edifici pubblici. Si tratta, dunque, di progetti finanziati direttamente dalla pubblica amministrazione. Ma non si tratta di finanziamenti &#8220;a terzi&#8221; o contributi &#8220;a fondo perduto&#8221;, si tratta di una vera e propria opera di investimento per valorizzare l&#8217;edilizia residenziale pubblica ed altri edifici pubblici. Sul lungo periodo l&#8217;amministrazione trarrà dall&#8217;intera operazione un certo beneficio economico. Per far ciò l&#8217;amministrazione di Bristol ha stanziato un fondo di ben 47 milioni di sterline destinato all&#8217;implementazione del progetto che andrà a beneficio [&#8230;]</p>
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		<title>Fonti rinnovabili tra 2014 e 2020: +8,6% (GlobalData)</title>
		<link>https://www.fotovoltaiconorditalia.it/recensioni/fonti-rinnovabili-tra-2014-e-2020-86-globaldata</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2013 05:55:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come si trasformerà il sistema energetico europeo nei prossimi anni? E che ruolo avranno le fonti rinnovabili nei bilanci energetici nazionali? Queste alcune delle domande a cui tenta di rispondere un report di GlobalData, società multinazionale londinese di analisi di mercato, che tenta di interpretare i cambiamenti in atto e di individuarne le prospettive e le potenzialità. Saper cogliere il cambiamento dà origine, sempre, a nuove potenzialità. Due le tesi principali dell&#8217;analisi: in europa si fa largo la generazione distribuita e la crescita delle rinnovabili sarà nettamente superiore a quella del carbone. Questo prevedono le proiezioni di GlobalData per il prossimo futuro in Europa. Il cambiamento energetico ha iniziato la sua corsa e, anche se si volesse far finta di non vederlo, porterà a compimento una vera trasformazione, che lo vogliano o no le lobby del petrolio, del gas e del carbone. L&#8217;europa è in corsa verso la trasformazione, dunque, e la direzione è quella della &#8220;generazione elettrica distribuita&#8221; legata alle fonti rinnovabili. Secondo le previsioni della società di analisi, infatti, la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è destinata a crescere ad un tasso annuale dell&#8217;8,6% tra il 2013 ed il 2020. Questa crescita sarà dovuta per lo più [&#8230;]</p>
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		<title>Contributo del fotovoltaico: scomoda realtà..</title>
		<link>https://www.fotovoltaiconorditalia.it/recensioni/contributo-del-fotovoltaico-scomoda-realta</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2013 05:55:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il contributo fotovoltaico in Italia, come delle altre fonti rinnovabili, è già una realtà visibile, dimostrabile, e per le lobby che sostengono le fonti fossili è una scomoda realtà. Una realtà che va a minare un&#8217;importante fetta del mercato oligopolistico dell&#8217;energia delle fonti fossili: quello del petrolio, del carbone, del gas naturale, e di poche multinazionali regine incontrastate del mercato energetico mondiale. Ecco una scomoda realtà sul contributo che fotovoltaico e altre fonti rinnovabili già stanno apportando al sistema energetico italiano, alla bilancia dei pagamenti nazionale ed all&#8217;ambiente. Una verità scomoda, da &#8216;occultare&#8217;, ma che il Coordinamento FREE, coordinamento nato in difesa del fotovoltaico delle fonti rinnovabili e dell&#8217;efficienza energetica, ha deciso di portare alla luce attraverso la libera informazione. E&#8217; una battaglia tra informazione e dis-informazione. Il coordinamento Free ha pubblicato un contributo al fotovoltaico ed alle fonti rinnovabili dal titolo: &#8220;Rinnovabili: chi vuole uccidere la verità?&#8221;. Sintetico opuscolo in cui il coordinamento, in cui &#8220;si coordinano&#8221; le maggiori associazioni e rappresentanze del settore, fa luce su come i sostenitori delle fonti fossili stiano sistematicamente snaturando, denigrando e occultando la filiera italiana del fotovoltaico e delle fonti rinnovabili. Il dito è puntato, in particolare, ma non solo, su alcuni documenti recentemente diffusi [&#8230;]</p>
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		<title>Il fotovoltaico nella Strategia Energetica Nazionale</title>
		<link>https://www.fotovoltaiconorditalia.it/mondo-fotovoltaico/il-fotovoltaico-nella-strategia-energetica-nazionale</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Mar 2013 06:55:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con decreto dell&#8217;8 marzo 2013 il governo ha approvato la Strategia Energetica Nazionale (SEN) che esplica in maniera chiara i principali obiettivi energetici da raggiungere nei prossimi anni. Si tratta di un documento che definisce le priorità d&#8217;azione in ambito energetico per l&#8217;Italia. Si parla quindi di una strategia energetica generale, che comprende tutte le forme di approvvigionamento energetico. Cosa dice il documento sul fotovoltaico? Una breve premessa: due le parole d&#8217;ordine poste a titolo del documento: energia &#8220;più competitiva&#8221; ed energia più &#8220;sostenibile&#8221;. Come a voler porre l&#8217;accento prima di tutto sugli obiettivi di completa liberalizzazione del mercato energetico, liberalizzazione che dovrebbe portare ad una maggiore competitività ed ad una ulteriore riduzione dei costi. Maggiore competitività, in primis, tra fonti rinnovabili e tecnologie convenzionali. &#160; Cosa dice la SEN sul fotovoltaico Nei prossimi 20 anni è attesa una forte ulteriore riduzione dei costi delle tecnologie rinnovabili: ad oggi i costi di investimento in rinnovabili si aggirano mediamente, a livello europeo, a 2010 $/Kw. Guardando al solo fotovoltaico installato su edifici, ad esempio, il costo di investimento al 2035 sarà del 53% inferiore al costo del 2010 (che era già inferiore di gran lunga ai prezzi del 2007). Il fotovoltaico raggiungerà [&#8230;]</p>
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		<title>Fabbisogno energetico, 100% da fonti rinnovabili?</title>
		<link>https://www.fotovoltaiconorditalia.it/idee/fabbisogno-energetico-100-da-fonti-rinnovabili</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 06:55:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il fabbisogno energetico europeo entro il 2050 può raggiungere l&#8217; obiettivo 100% rinnovabili. Ecco cosa afferma il report del WWF &#8220;Re-energising Europe &#8211; Putting the EU on track for 100% renewable energy&#8220;. Obiettivo ambizioso? Forse, ma il wwf mostra come, sommando risparmio energetico e fonti rinnovabili, possa essere un obiettivo raggiungibile, oltre che auspicabile per il benessere di tutti. Parlando di fonti rinnovabili si parla essenzialmente di tre cose: fonti rinnovabili nei trasporti, fonti rinnovabili per i fabbisogni termici e fonti rinnovabili per la produzione di corrente elettrica. Questi tre ambiti di applicazione sono provenienti principalmente da 5 risorse naturali: il vento (eolico) il sole (fotovoltaico e solare termico) l&#8217;acqua (idro-elettrico) la terra (geotermico) le biomasse, il biogas ed i bioliquidi &#160; L&#8217;Europa ha un notevole potenziale energetico, &#8220;spontaneo&#8221; direi,  non sfruttato, potenziale che potrebbe essere utilizzato per produrre energia elettrica e termica in maniera economica, senza trivelle, senza condotti e senza importazioni di materie prime espropriate al territorio. Ovviamente il primo ingrediente per la &#8220;ricetta wwf&#8221; è anche quello più ambizioso: la volontà politica. Volontà politica condizionata da lobby ed equilibri di antiche tradizioni. Dunque, investimenti e strategie europee per il risparmio energetico e per le fonti rinnovabili possono [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.fotovoltaiconorditalia.it/idee/fabbisogno-energetico-100-da-fonti-rinnovabili">Fabbisogno energetico, 100% da fonti rinnovabili?</a> appeared first on <a href="https://www.fotovoltaiconorditalia.it">Fotovoltaiconorditalia</a>.</p>
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		<title>Fotovoltaico: minori importazioni di gas ripagano gli incentivi</title>
		<link>https://www.fotovoltaiconorditalia.it/mondo-fotovoltaico/fotovoltaico-minori-importazioni-di-gas-ripagano-gli-incentivi</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Feb 2013 07:05:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo fotovoltaico]]></category>
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		<category><![CDATA[centrale fotovoltaica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il fotovoltaico installato in Italia si sta sostituendo al gas come fonte energetica primaria. Il fotovoltaico nazionale è un investimento in quanto riduce la spesa energetica volta all&#8217;importazione di gas per le centrali elettriche. In altre parole: in Italia l&#8217;energia elettrica viene per la gran parte prodotta con le centrali a gas. Con lo sviluppo delle centrali fotovoltaiche può non essere più necessario quanto prima l&#8217;import di gas dall&#8217;estero per produrre energia elettrica. Il fotovoltaico permette quindi un gran risparmio sull&#8217;import di gas nel bilancio energetico nazionale. Il fotovoltaico in Italia è già oggi una significativa infrastruttura energetica. Il suo costo, scaricato in bolletta, viene pagato da noi tutti attraverso gli &#8220;oneri&#8221; volti a pagare gli incentivi. Il suo costo, però, è di molto inferiore al risparmio generato dal minor import di gas a parità di energia elettrica prodotta. Questo è quanto emerge da un articolo scritto da Giovanni Simoni (presidente di Assosolare) che, conti alla mano, dimostra come l&#8217;investimento fotovoltaico, anche in termini di incentivi pagati dalla collettività, è ampiamente compensato a livello nazionale dal minore utilizzo di gas per produrre elettricità. Ecco il perchè. Il sistema energetico italiano dipende ancora per l&#8217;84% dai combustibili fossili e costa circa 62 [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.fotovoltaiconorditalia.it/mondo-fotovoltaico/fotovoltaico-minori-importazioni-di-gas-ripagano-gli-incentivi">Fotovoltaico: minori importazioni di gas ripagano gli incentivi</a> appeared first on <a href="https://www.fotovoltaiconorditalia.it">Fotovoltaiconorditalia</a>.</p>
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		<title>La strategia energetica nazionale</title>
		<link>https://www.fotovoltaiconorditalia.it/news/strategia-energetica-nazionale</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2012 06:30:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News dal mondo fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[2020]]></category>
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		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tema energetico è di sicuro tra i temi attualmente più determinanti, oggi e nel prossimo futuro. Qual è la strategia energetica nazionale messa in campo dalle attuali politiche ? Ridurre la bolletta energetica. Proprio come in una normale famiglia in tempo di crisi il governo nazionale punta a ridurre le spese con un ridisegno complessivo della bilancia energetica nazionale pienamente in linea con i dettami dell&#8217;austerity tanto in voga. Obiettivo basilare:  ridurre la fattura energetica di 14 miliardi di euro l&#8217;anno, abbattendo la spesa da 62 miliardi fino a quota 48 e soprattutto riducendo drasticamente la dipendenza del nostro paese dagli approvvigionamenti dall&#8217;estero che attualmente pesano sul totale per l&#8217;84% , cifra che nei desideri del governo dovrebbe scendere fino al 67%. Questo l&#8217;elemento primo dell&#8217;attuale strategia energetica nazionale. Obiettivi tanto lungimiranti, nell&#8217;ottica di una ristrutturazione del sistema Italia, quanto necessari nell&#8217;attuale stato dell&#8217;economia. Tuttavia ciò che ancora lascia abbastanza perplessi è il metodo che ancora guarda prioritariamente alle fonti tradizionali. Traini del piano, la cui bozza è stata resa pubblica dalle agenzie di stampa, dovrebbero essere infatti il sostegno all&#8217;efficienza energetica e il maggiore utilizzo degli idrocarburi estratti dal sottosuolo nazionale. Resta dunque confermato il ridimensionamento di spesa operato [&#8230;]</p>
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		<title>Energie rinnovabili , PAN verso gli obiettivi 2020</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Aug 2012 00:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[2020]]></category>
		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[fonti rinnovabili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Energie rinnovabili , quali obiettivi ? La politica europea sulle energie ed il clima ha indicato 3 obiettivi chiari per il 2020: 1 &#8211; la riduzione delle emissioni di gas serra del 20% 2 &#8211; l&#8217;aumento dell&#8217;efficienza energetica del 20% 3 &#8211; l&#8217;aumento del 20% delle energie rinnovabili Energie rinnovabili e Piano di Azione Nazionale Per raggiungere questi obiettivi energetici , a ciascuno dei 27 Stati Membri è stato chiesto da parte della Comunità Europea di produrre un Piano di Azione Nazionale &#8211; il PAN &#8211; per delineare i percorsi e le politiche interne in vista del raggiungimento dei singoli obiettivi nazionali per le energie rinnovabili. Per chiarire: per energie rinnovabili intendiamo tutte quelle tecnologie energetiche che producono energia termica ed elettrica sfruttando risorse naturali, non esauribili, senza emissioni. Per intenderci: biomasse, solare termica, solare fotovoltaica, idroelettrica, eolica, geotermica, del moto ondoso, ecc&#8230; L&#8217;Italia ha presentato il proprio Piano di Azione Nazionale &#8211; PAN &#8211; per le energie rinnovabili a giugno 2010, a seguito del quale (Agosto 2010) aveva lanciato il decreto definitivo del terzo conto energia che pone le basi per le politiche incentivanti per il triennio 2011-2013. Un&#8217;analisi comparata dei piani d&#8217;azione nazionali &#8211; PAN &#8211; presentati dai 27 stati [&#8230;]</p>
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		<title>Stato dell&#8217;arte e potenziale fotovoltaico in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jun 2012 04:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[2020]]></category>
		<category><![CDATA[potenziale fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[stato dell'arte fotovoltaico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un recente studio del Politecnico di Milano analizza lo stato dell&#8217;arte del fotovoltaico in Italia al 2011, mettendo in evidenza le sue caratterizzazioni attuali, le prospettive di sviluppo e le potenzialità nel mercato italiano per il 2012 e gli anni successivi. La potenza fotovoltaica installata complessivamente in Italia nel solo 2011 è stata pari a circa 9,37 Gigawatt , per avere un termine di paragone: nel 2009 la potenza fotovoltaica installata era stata di solo 0,49 Gigawatt. Le prime cinque regioni, in termini di numero di impianti fotovoltaici installati sono: Lombardia, con quasi 55 mila impianti, Veneto, con circa 51 mila installazioni, Emilia Romagna, con poco più di 35 mila impianti, Piemonte, con circa 27 mila impianti e Puglia con circa 26 mila realizzazioni fotovoltaiche. La situazione cambia leggermente se, anzichè prendere in considerazione il numero di impianti fotovoltaici installati, si osserva la quantità installata in termini di potenza fotovoltaica, in Megawatt. In questo caso le prime cinque regioni sono esattamente le stesse, ma, in ordine di installato, assumono posizioni differenti: al primo posto la Puglia con più di 2.200 Mw di potenza installata, al secondo posto c&#8217;è la Lombardia con circa 1.400 Megawatt, terzo posto: Emilia Romagna con circa 1.300 [&#8230;]</p>
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		<title>Germania : un tedesco su due usa energia prodotta da fotovoltaico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2012 04:00:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[News dal mondo fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[2020]]></category>
		<category><![CDATA[centrale fotovoltaica]]></category>
		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[fonti rinnovabili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In altri articoli di questo blog abbiamo già accennato come la Germania è stata, è di fatto, l&#8217; avanguardia tecnologica del solare fotovoltaico a livello mondiale. A riprova di ciò può ben vantare un interessante primato: gli impianti fotovoltaici tedeschi sono in grado, in questi fine settimana pre-estivi, di generare ben 22 Gigawatt di energia elettrica pulita, pari alla metà dell&#8217;intero fabbisogno nazionale tedesco. Questi 22 mila megawatt di potenza fotovoltaica utilizzata sono equivalenti al potenziale elettrico di diverse centrali nucleari: elettricità pulita sicura non rischiosa per l&#8217;ambiente e soprattutto elettricità la cui produzione non rilascia scorie dannose all&#8217;uomo ed all&#8217;ambiente per centinaia di migliaia di anni. Dunque: parlando di un fine settimana, un tedesco su due, in queste lunghe giornate di sole, usa energia prodotta dal fotovoltaico. Fino ad oggi alcun paese al mondo ha prodotto, e continua a produrre, tanta energia da fonte solare fotovoltaica. Ad affermarlo è il direttore del Forum economico internazionale per le energie rinnovabili (IWR) Norbert Allnoch. Lo stesso direttore ha affermato anche che il traguardo raggiunto con questi 22 gigawatt di potenza prodotta da fonte solare dimostra che la Germania è già oggi in grado di soddisfare gran parte del suo fabbisogno di [&#8230;]</p>
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		<title>Impianti elettrici e termici da rinnovabili obbligatori su case nuove</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 May 2012 04:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Conto Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[2020]]></category>
		<category><![CDATA[ambiti di installazione]]></category>
		<category><![CDATA[decreto rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[edifici]]></category>
		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le fonti rinnovabili devono essere obbligatoriamente integrate in tutte le case di nuova costruzione o in tutte quelle sottoposte a ristrutturazioni rilevanti. Le nuove costruzioni (o le grandi ristrutturazioni) devono quindi prevedere l&#8217;utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili per il fabbisogno elettrico e termico delle stesse abitazioni: devono quindi prevedere impianti adeguati per coprire con le fonti rinnovabili parte dei consumi di elettricità e parte dei consumi &#8220;termici&#8221; per il riscaldamento e per il raffrescamento dell&#8217;edificio. Nello specifico la normativa prevede alcuni criteri standard per individuare la tipologia e l&#8217;entità minima prevista degli impianti alimentati da fonti rinnovabili a servizio dell&#8217;edificio. Si parla di due tipi di impianti: impianti termici e impianti elettrici. &#160; Gli obblighi per gli impianti termici Gli impianti termici, gli impianti per il riscaldamento dell&#8217;edificio e/o dell&#8217; acqua sanitaria, devono essere progettati e realizzati in modo da coprire il 50% dei consumi energetici annuali previsti per  il solo riscaldamento dell&#8217;acqua calda sanitaria. Se consideriamo i soli consumi per riscaldare l&#8217;acqua sanitaria, quindi, un impianto termico, o altro impianti da fonte rinnovabile, deve garantire la copertura del 50% del consumo totale destinato al riscaldamento dell&#8217;acqua. Ma questo è solo una parte del consumo totale di energia termica utilizzata dall&#8217;edificio. I [&#8230;]</p>
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		<title>Smart City e nuovi modelli urbani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 04:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[2020]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza energetica]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[fonti rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[produrre energia]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla smart grid ..alla Smart City Abbiamo già visto in articoli precedenti cosa sono le &#8220;smart grids&#8220;, ovvero le reti elettriche &#8220;evolute&#8221; che decentralizzano la produzione di energia elettrica, gestendo in modo intelligente (smart) le varie micro-centrali dislocate sul territorio: dai tetti delle abitazioni ai tetti dei grandi capannoni industriali fino ad arrivare alle grandi centrali fotovoltaiche a terra. Impianti solari, eolici, idroelettrici, ecc.. tutti integrati per raggiungere un obiettivo comune: rendere sempre disponibile l&#8217;energia in tempo reale. E&#8217; questo il dispacciamento dell&#8217;energia elettrica. L&#8217;idea è semplice ed al contempo molto tecnologica: integrare diverse fonti per ottimizzare e rendere efficiente produzione energetica e consumi. Questa stessa idea è alla base di un altro concetto di cui oggi si inizia a parlare: la Smart City. Quest&#8217;altro neologismo inglese, Smart City , non assomiglia al precedente solo sintatticamente, ma anche, in parte, per contenuto: una &#8220;smart city&#8221;, infatti, cioè una città intelligente, è un agglomerato urbano in cui si cerca di ottimizzare al massimo le risorse nella direzione di questi tre chiari e incontrovertibili obiettivi: &#8211; il risparmio energetico &#8211; la riduzione delle emissioni &#8211; la produzione energetica elettrica e termica il più possibile da fonti rinnovabili &#160; La smart city: migliore gestione [&#8230;]</p>
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		<title>Fotovoltaico: iniziamo a pensare al dopo incentivi ? (2) &#8211; Un esempio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 04:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Conto Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[2020]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[costi]]></category>
		<category><![CDATA[incentivazione]]></category>
		<category><![CDATA[incentivi]]></category>
		<category><![CDATA[investimento]]></category>
		<category><![CDATA[mercato elettrico]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8230; &#8230; continua da: Fotovoltaico: iniziamo a pensare al dopo incentivi ? (1) Iniziare ad immaginare il &#8221; dopo incentivi &#8221; ? Con queste premesse ed in queste prospettive: è possibile iniziare ad immaginare il settore fotovoltaico camminare con le proprie gambe? E&#8217; possibile iniziare ad immaginarlo senza gli incentivi che lo rendono artificialmente competitivo con le fonti energetiche convenzionali? Se per noi utenti finali l&#8217;energia acquistata da una produzione &#8220;green&#8221; diviene più economica dell&#8217;energia acquistata da produzione &#8220;not green&#8221;, allora potremo dire che il fotovoltaico, e le rinnovabili in generale, avranno i piedi per camminare con le proprie gambe. Intanto, con l&#8217;art.65 del decreto liberalizzazioni  sono già terminati gli incentivi per tutti gli impianti a terra situati in aree agricole: non se ne vieta &#8220;tout court&#8221; l&#8217;installazione, ma vengono eliminati gli incentivi, le tariffe incentivanti, ad essi dedicate. Il limite per ora  esclude gli impianti su edifici, ma prima o poi verranno dis-incentivati anche questi perchè gli incentivi sono per loro natura volubili e provvisori. &#160; La economicità del fotovoltaico rispetto alla bolletta elettrica è già una realtà ? E&#8217; già una realtà.. se visto in prospettiva dall&#8217;autoconsumo. Proviamo ad immaginare una installazione di un impianto fotovoltaico di 3 Kw senza incentivi. Quanto [&#8230;]</p>
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