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	<title>cambiamenti climatici Archives - Fotovoltaiconorditalia</title>
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	<description>fotovoltaico in italia , energia solare pulita e rinnovabile</description>
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		<title>Ren21, anni da record per le rinnovabili nel mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jun 2016 06:55:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News dal mondo fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
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		<category><![CDATA[stato dell'arte fotovoltaico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A livello planetario l&#8217;ultimo anno è stato il migliore della Storia in quanto a sviluppo e investimenti in energie rinnovabili: per la prima volta il livello degli investimenti green sostenuto nei paesi in via di sviluppo ha superato quello dei paesi sviluppati. Non solo: questo record di investimenti globali verso le rinnovabili avviene in un momento storico in cui i prezzi delle fonti fossili sono al loro minimo storico, dato alquanto significativo per dimostrare, ancora una volta, quanto le fonti rinnovabili siano ormai competitive con le fonti fossili non incentivate. A sostenere queste tesi è il Ren21, un network di istituzioni, associazioni non governative, centri di ricerca e aziende collegato all&#8217;Unep, il Programma Ambientale delle Nazioni Unite. Secondo le ricerche il 2015 è stato l&#8217;anno record in cui, a livello planetario, le rinnovabili hanno raggiunto la soglia dei 147 Gigawatt di nuova potenza installata in un solo anno: parliamo di investimenti globali di circa 286 miliardi di dollari e di una forte competizione planetaria tra i paesi di &#8220;vecchia industrializzazione&#8221; e quelli di &#8220;nuova industrializzazione&#8221;. Queste sono solo alcune delle tesi presentate nel rapporto Ren21 &#8220;Renewables 2016 Global Status Report&#8221;. Le energie da fonti rinnovabili sono ormai da considerarsi come [&#8230;]</p>
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		<title>Riscaldamento globale: Nasa, aprile 2016 il più caldo di sempre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 May 2016 06:55:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ormai è un record dietro l&#8217;altro: secondo le rilevazioni NASA le temperature globali segnano ormai da parecchi mesi sempre nuovi record rispetto agli stessi mesi degli anni precedenti. Il riscaldamento globale, ormai, non è più un&#8217;opinione di alcuni scienziati, ma un fatto concreto, misurabile e riscontrabile in maniera inequivocabile dai dati rilevati di anno in anno da organi ufficiali quali, appunto, la Nasa con rilevatori sparsi un po&#8217; su tutto il Pianeta. Di quanto è aumentata la temperatura globale negli ultimi mesi rispetto agli anni precedenti? Ecco qualche numero per avere un&#8217;idea: ottobre 2015: +1,07 °C novembre 2015: +1,01 °C dicembre 2015: +1,10 °C gennaio 2016: +1,11 °C febbraio 2016: +1,33 °C marzo 2016: +1,26 °C aprile 2016: +1,11 °C Questi sono gli incrementi globali di temperatura mese per mese rispetto alle medie degli anni precedenti. Visti gli andamenti dei primi quattro mesi del 2016, secondo Gavin Schmidt &#8211; scienziato della Nasa, è molto probabile che il 2016 risulterà l&#8217;anno più caldo di sempre. Al 99% avremo quindi, anche quest&#8217;anno, un nuovo record annuale di aumento della temperatura globale. In questo le emissioni di CO2 e di altri gas ad &#8220;effetto serra&#8221;, come ormai pienamente assodato, hanno una responsabilità determinante. [&#8230;]</p>
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		<title>In Italia aumento di emissioni di Co2, allarme dell&#8217;Ispra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2016 06:55:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo uno studio dell&#8217;Ispra, &#8220;Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale&#8221;, in Italia nell&#8217;ultimo anno le emissioni di gas serra hanno ricominciato a crescere. Conseguenza della lieve ripresa economica? Forse. Di sicuro il dato mostra che, anche se di ripresa si tratta, l&#8217;energia prodotta continua ad essere per lo più prodotta da fonti inquinanti. A dimostrarlo sono le continue politiche di dis-incentivo alle rinnovabili ed il relativo perenne caos normativo che grava sull&#8217;intero comparto. Gli investimenti in rinnovabili sono le principali vittime di questa instabilità e incertezza normativa. Le attuali politiche sono i principali carnefici. L&#8217;Ispra ha recentemente diffuso l&#8217;inventario delle emissioni di gas-serra rilevati nel 2014 ed ha rese note anche le stime relative al 2015. Ciò che emerge è un quadro in peggioramento. Un livello di emissioni di CO2 che ricomincia a crescere dopo che, per diversi anni, aveva avuto importanti e significative riduzioni. Le politiche europee, con &#8220;l&#8217;obiettivo 20 20 20&#8221;, avevano posto chiare direttive nazionali per ridurre di almeno il 20 per cento le emissioni di gas serra rispetto ai valori del 1990. Gli obiettivi sono stati raggiunti dall&#8217;Italia (anche in anticipo), ma ora sembra si torni indietro. L&#8217;attuazione degli incentivi al fotovoltaico ha [&#8230;]</p>
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		<title>Anche Obama ferma le Trivelle off-shore sulle coste USA.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Apr 2016 06:55:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Trivellazioni off-shore e sfruttamento delle fonti fossili. La compagnia petrolifera Shell in Alaska &#8220;ha tirato i remi in barca&#8221; già un anno fa. Lo scorso Ottobre Barack Obama ha annullato una serie di concessioni riguardanti lo sfruttamento dei giacimenti fossili marini al largo delle coste USA. Le trivellazioni in Artico per la produzione di Petrolio hanno costi molto più alti del costo del barile: si parla di circa 80 a 20. Quando parliamo sfruttamento di idrocarburi parliamo essenzialmente di due cose: Petrolio e Gas. Le Trivelle sono oggetto di discussione, in questi tempi, non solo in Italia, ma anche oltre oceano. In effetti le tematiche sollevate dalle trivellazioni riguardano modelli energetici globali che non possono prescindere da riflessioni di rilevanza internazionale. Tra le conseguenze di una &#8220;nuova sensibilità internazionale alla questione climatica&#8221; ci sono anche queste. Obama, in effetti, a parole si è già dimostrato più volte abbastanza aperto a prese di posizione favorevoli alle fonti rinnovabili. Si pensi, da ultimo, la sua posizione alla Conferenza Internazionale di Parigi sul Clima. E&#8217; passato circa un anno da quando il presidente USA aveva approvato un piano per la ricerca e l&#8217;estrazione di gas e petrolio al largo delle coste atlantiche statunitensi. [&#8230;]</p>
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		<title>Rinnovabili: a livello globale record di investimenti e primi risultati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2016 06:55:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In un Pianeta in cui alcuni paesi crescono con ritmi di sviluppo vorticosi, ed altri vivono già con tenori di vita insostenibili dal punto di vista energetico, affrontare il tema dell&#8217;energia e della sostenibilità diventa non solo auspicabile, ma necessario. Necessario per la sopravvivenza stessa del Pianeta e dei suoi abitanti. Con i ritmi di crescita di Cina e India, per esempio, pensare ad una produzione industriale fondata solo sui vecchi modelli, vorrebbe dire trovarsi in breve tempo a dover sostenere costi ambientali insostenibili. Costi non solo a carico del paese interessato, ma a carico dell&#8217;intera popolazione mondiale. Aria, acqua, clima, risorse. Sono beni &#8220;planetari&#8221;. Le fonti rinnovabili hanno il compito e l&#8217;enorme responsabilità di &#8220;tamponare&#8221; sul breve periodo i danni derivanti dall&#8217;eccessivo utilizzo delle fonti fossili: se gran parte dell&#8217;attuale fabbisogno di energia potesse essere prodotto senza bruciare petrolio, gas e carbone, riusciremmo &#8220;a tamponare&#8221; fin da subito gli effetti deleteri dei gas climalteranti. Secondo un rapporto del Clean Energy Canada, nel 2015 le fonti rinnovabili hanno avuto un vero e proprio record di investimenti a livello globale. Qualcosa, dunque, a livello globale, inizia a muoversi. Nell&#8217;anno passato gli investimenti totali sul fronte delle energie pulite è stato di [&#8230;]</p>
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		<title>Riscaldamento globale, anche questa volta la NASA conferma</title>
		<link>https://www.fotovoltaiconorditalia.it/news/riscaldamento-globale-anche-questa-volta-la-nasa-conferma</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Mar 2016 06:55:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Pacchetto clima-energia 2030]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La NASA, ancora una volta, conferma: dopo il caldo record di Gennaio, anche Febbraio 2016 ha registrato una temperatura media di ben 1,35 gradi al di sopra dei valori medi rilevati tra il 1951 ed il 1980. Ormai si tratta solo di ulteriori e &#8220;ridondanti&#8221; conferme: il &#8220;global warming&#8221; (il riscaldamento globale) è in un processo inarrestabile e non si fermerà se non si pone rimedio rapidamente all&#8217;effetto climalterante dei gas serra. A Gennaio 2016 si era a circa 1,14 gradi sopra la media, a febbraio questo scostamento si è ulteriormente rimarcato salendo a +1,35 gradi. Questo fenomeno a molti potrebbe apparire come un caso eccezionale, una situazione che potrebbe far parte delle normali fluttuazioni statistiche. In realtà, a conferma che si tratta di un trend di più ampio respiro ed in costante aumento è il fatto che, osservando il periodo tra Ottobre 2015 e Febbraio 2016, ogni mese ha registrato una temperatura media superiore di almeno un grado rispetto alle medie degli anni precedenti. Nello specifico: Ottobre ha avuto temperature medie di 1,06 per cento superiori alla media, Novembre ha avuto temperature medie di 1,02 per cento superiori, Dicembre: +1,11% Gennaio: +1.14% Febbraio: +1,35% Questi sono gli scostamenti rilevati [&#8230;]</p>
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		<title>17 aprile,  Votiamo SI per dire NO alle Trivelle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2016 06:55:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 17 aprile 2016, nel quasi silenzio dei media televisivi, si terrà un referendum popolare per decidere se abrogare o meno l&#8217;utilizzo delle trivelle per l&#8217;estrazione di petrolio e gas metano dal mare. Chiariamo subito una cosa: il referendum del 17 aprile non riguarda le trivellazioni &#8220;su terraferma&#8220;, nè le trivellazioni fatte in acque internazionali (cioè oltre i 22 km dalla costa). L&#8217;esito del referendum, inoltre, non sarà &#8220;ad effetto immediato&#8221;: se vinceranno i SI le trivelle interessate saranno fermate &#8220;allo scadere delle loro concessioni&#8221;. Il referendum ferma-trivelle riguarda la possibilità di bloccare lo scempio delle trivellazioni in mare entro i 22 km dalla costa. Non è il massimo, ma può essere un primo passo, almeno per preservare le coste, il turismo e le bellezze dei nostri territori marini. Non è il massimo, ma, già come primo &#8220;effetto deterrente&#8221;, ha avuto l&#8217;esito di scoraggiare le mire degli investimenti di Shell sul Golfo di Taranto. Dunque, alla domanda: &#8220;Volete fermare i giacimenti in attività quando scadranno le loro concessioni?&#8221; Se verrà raggiunto il Quorum e se vinceranno i SI, le piattaforme marine di estrazione di petrolio situate entro i 22 KM dalla costa verranno fermate allo scadere delle loro concessioni. In [&#8230;]</p>
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		<title>Di quanto è aumentata la temperatura nell&#8217;ultimo secolo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2016 06:55:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;aumento delle temperature è cosa ormai ben risaputa e riconosciuta a livello scientifico internazionale. Che la Terra si stia surriscaldando è ormai un dato incontrovertibile e la causa è, come ben sappiamo, di origine antropica: inquinamento, emissioni di gas climalteranti, effetto serra derivanti dall&#8217;utilizzo dei combustibili fossili. Una interessante ricostruzione video della NASA mostra di quanto è aumentata la temperatura terrestre, e soprattutto con che velocità, nell&#8217;ultimo secolo precisamente dal 1880 al 2015. Nella parte superiore del globo l&#8217;aumento è mediamente di 4 gradi Fahrenheit, nell&#8217;emisfero sud sembra, invece, più contenuta. Impressionante notare come l&#8217;aumento delle temperature è particolarmente accelerato nell&#8217;ultimo mezzo secolo, a dimostrazione di quanto emerso anche dall&#8217;ultima conferenza internazionale sul Clima svoltasi a Parigi a fine 2015. &#160; &#160; &#160; &#160;</p>
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		<title>Accordo sul clima: miracolo diplomatico o timido accordo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2015 06:55:42 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Pacchetto clima-energia 2030]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è chi lo ha definito una sorta di miracolo della diplomazia internazionale e chi invece, vede l&#8217;accordo sul clima di Parigi come una presa di posizione timida sotto molti punti di vista. Accordo COP21: differenziato, giusto e durevole? Riprendiamo le parole di Laurent Fabius, presidente della COP21, che ha definito l&#8217;accordo finale come &#8220;differenziato, giusto, durevole&#8220;. Secondo le dichiarazioni riportate dalla stampa, l&#8217;accordo raggiunto dai 195 stati che hanno preso parte alla conferenza di Parigi sul clima sarebbe a suo parere il migliore accordo possibile, una sorta di “miracolo” della diplomazia. Se è vero che l&#8217;obiettivo di mantenere il riscaldamento globale al di sotto della soglia di 1,5°C, quindi ancora più basso dei 2°C previsti inizialmente può essere definito un successo, è anche vero che molti punti possono essere giudicati insoddisfacenti, come affermato tra gli altri da Pascal Acot, esperto di scienze climatiche e ambientali. Pascal Acot: un accordo debole In un recente articolo Pascal Acot ha definito l&#8217;accordo debole dal punto di vista delle emissioni mondiali, in quanto la riduzione delle emissioni da parte dei singoli stati è stata rimandata ad un futuro &#8220;quanto prima&#8220;, e non ha quindi termini temporali vincolanti. Inoltre nell&#8217;accordo finale di Parigi sarebbero scomparse [&#8230;]</p>
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		<title>Conferenza di Parigi: ecco i risultati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2015 06:55:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Conferenza Internazionale di Parigi sul Clima, la COP21-2015, è terminata ormai da qualche giorno ed i risultati sono stati, tutto sommato, positivi: è stato firmato un accordo per la salvaguardia del clima e delle temperature, accordo condiviso e controfirmato da quasi 200 Capi di Stato dei maggiori paesi al mondo responsabili di circa il 92% dell&#8217;inquinamento globale. La prima grande sfida della Conferenza è stata il suo stesso svolgimento, visti gli attentati terroristici che hanno colpito la Città pochi giorni prima della Conferenza. In una città &#8220;sotto assedio&#8221;, comunque, il Vertice ha potuto svolgersi in condizioni di sicurezza, nonostante fossero presenti numerosi capi di stato internazionali. A parte ciò, trascorsi i 13 giorni di questo lungo vertice, importanti risultati sono stati sottoscritti da tutti i paesi partecipanti: 195 paesi responsabili del 92 per cento dell&#8217;inquinamento globale. Il primo grande accordo è quello di limitare l&#8217;innalzamento delle temperature globali di origine antropica entro un grado e mezzo. Il &#8220;global warming&#8221;, per ora, non si riesce ad invertire. Ciò che può essere fatto, però, è rallentare fin da subito il suo avanzamento con decise misure di riduzione delle emissioni di gas serra. Misure comuni e condivise a livello planetario. &#160; La [&#8230;]</p>
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		<title>Trivelle: marcia indietro del Governo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Dec 2015 06:55:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un passo indietro del Governo nei confronti della trivellazione nell&#8217;Adriatico e un passo avanti verso politiche energetiche sostenibili per l&#8217;Italia. Cronaca di una vittoria ambientalista, con alcuni punti ancora da affrontare. Sarà, forse, anche uno degli effetti della conclusa conferenza internazionale COP21 di Parigi sul Clima? Lo stop alle trivellazioni nella Legge di Stabilità Con la recente presentazione di tre emendamenti alla Legge di Stabilità, il Governo è tornato sui propri passi in merito alle norme che avrebbero autorizzato una trivellazione del mar Adriatico definita selvaggia dalle associazioni ambientaliste. A partire dal 2012 infatti, con il governo del premier Monti, erano state introdotte deroghe molto importanti al rispetto dei limiti di distanza di 12 miglia dalla costa per le attività connesse agli idrocarburi. In estrema sintesi il governo prevedeva la possibilità di non rispettare questa distanza autorizzando le attività estrattive e di ricerca anche nei pressi delle coste. Successivamente il governo Renzi aveva ipotizzato di includere alcune norme che regolano le trivellazioni nel cosiddetto &#8220;decreto sblocca Italia&#8221; che ne avrebbe facilitato quindi le procedure, a danno della trasparenza delle operazioni stesse. Il dietrofront del Governo I tre emendamenti se da un lato compiono un importante dietrofront da parte del Governo, [&#8230;]</p>
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		<title>COP21: l&#8217;accordo sul clima parte dai sindaci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2015 06:55:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono più di mille i sindaci che avevano deciso di riunirsi e di prendere decisioni vincolanti per i territori che amministrano, senza dover attendere le decisioni dei capi di stato mondiali riuniti a Parigi per la Conferenza sul Clima COP21. Ad oggi la conferenza ha decretato gli impegni che ogni paese ha preso per limitare l&#8217;aumento delle temperature entro 1,5 gradi centigradi. Il City Climate Summit for Local Leaders È questo il titolo scelto per il summit parallelo che si è svolto a margine degli incontri più noti che si sono tenuti nella capitale francese a partire dal 30 novembre. Sindaci e amministratori locali provenienti da tutto il mondo si sono detti disponibili fin da subito a concordare strategie da applicare localmente per combattere il cambiamento climatico. Il primo proposito espresso dagli amministratori locali è stato quello di adottare politiche di energia sostenibile, con il raggiungimento del totale fabbisogno energetico tramite energie rinnovabili. Come affermato dal sindaco di Parigi Anne Hidalgo, i sindaci del mondo non hanno atteso strategie nazionali per applicare le formule di risparmio energetico più adatte per i loro territori. In questo senso potremmo affermare che un enorme primo passo verso lo stop al cambiamento climatico sia [&#8230;]</p>
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		<title>Cambiamenti climatici: gravi rischi per l&#8217;Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2015 06:55:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il riscaldamento globale è un tema sempre più complesso, rischioso e vicino alla nostra vita: sapevate che in Italia la temperatura si innalza ad un ritmo doppio del resto del Pianeta? Forse no: scopriamo cosa sta succedendo. Da decenni ormai si parla di riscaldamento globale: ma non lo si è mai studiato in maniera così approfondita come ha fatto il Comitato Onu sul clima, che ha redatto un lavoro di migliaia di pagine. Sono state interrogate scienze come l’economica e la sociologia, la geologia e l’ecologia, l’idrologia e la glaciologia e sono state interpellate le diplomazie mondiali per valutare come intervenire. Cosa è emerso? Il riscaldamento, il cosiddetto &#8220;Global Warming&#8221;, c’è e procede a ritmo serrato. La causa è chiarissima: tutte le attività umane che hanno come base la combustione di petrolio, gas e carbone. Ogni volta che assistiamo ad eventi estremi e che sembrano non essere mai comparsi prima, abbiamo a che fare non con problematiche naturali, ma con i danni causati dalle attività umane, che spingono appunto l’ambiente a reazioni estreme. Questo porta a distruzioni globali, a migliaia di morti a danni economici ingentissimi. Mai come in questi anni si stanno vedendo gli effetti dei cambiamenti climatici. E [&#8230;]</p>
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		<title>Cambimento climatico: la minaccia delle centrali a carbone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2015 06:55:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non sappiamo ancora quali decisioni comuni scaturiranno dalla conferenza sul clima di Parigi, in via di svolgimento in questi giorni . Quello che è certo fin da ora è che qualsiasi decisione presa dalla Cop21 sarà destinata a fallire inesorabilmente se non si metterà la parola fine all&#8217;utilizzo delle centrali a carbone. Centrali a carbone e riscaldamento globale Secondo i dati presentati alla conferenza dai ricercatori di Climate Action Tracker un dato è certo: la soglia massima di riscaldamento globale di due gradi sarà raggiunta a breve. Stando ai dati presentati infatti, nel caso in cui vengano realizzate tutte le centrali a carbone progettate, l&#8217;inquinamento generato sarebbe da solo sufficiente a far innalzare la temperatura di due gradi, la soglia limite definita come punto di non ritorno per il riscaldamento globale. La data di raggiungimento della fatidica soglia sarebbe infatti il 2030, stando ai progetti attivi fino ad ora per le nuove centrali a combustibile fossile. Il panorama non sarebbe comunque roseo nemmeno se i progetti per le nuove centrali a carbone venissero abbandonati. Secondo gli stessi ricercatori infatti le centrali già attive producono 1,5 volte il quantitativo di CO2 accettabile per il mantenimento delle condizioni climatiche globali. Il risultato [&#8230;]</p>
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		<title>Conferenza clima di Parigi: quali promesse dai grandi della terra?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2015 06:55:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Pacchetto clima-energia 2030]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È un avvio inaspettato quello che ha segnato la conferenza sul clima che si sta svolgendo a Parigi in questi giorni. La conferenza Cop21 ha infatti preso il via tra le ingenti misure di sicurezza conseguenti agli attentati che hanno sconvolto la capitale francese e le proteste degli ambientalisti, che hanno portato a scontri tra polizia e manifestanti alla vigilia del vertice delle Nazioni Unite. Le promesse dei grandi della terra I primi giorni della conferenza sono stati caratterizzati dai discorsi dei capi di stato riuniti a Parigi. Discorsi brevi e per molti aspetti formali, che non hanno però disatteso il rispetto del tema centrale del summit, cioè la lotta alle emissioni inquinanti e il mantenimento del riscaldamento globale entro la soglia limite dei 2 °C. L&#8217;innalzamento delle temperature globali non deve superare la soglia dei 2 gradi centigradi, è questa l&#8217;urgenza necessaria oggi, per evitare disastri ambientali ed effetti a catena irreversibili che sarebbero devastanti per la sopravvivenza sul Pianeta. Per raggiungere questo obbiettivo la soluzione che oggi conosciamo è sempre e solo una: la riduzione delle emissioni dei gas serra in atmosfera e l&#8217;inversione dei processi di carbonizzazione del Pianeta. Nonostante l&#8217;apparente accordo sulle linee di principio della [&#8230;]</p>
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