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Fotovoltaico italiano: il potenziale di crescita è di 1GW all’anno

Ultimo aggiornamento: 21-04-2015

Nella giornata inaugurale di Solarexpo 2015 si è tenuto un interessante dibattito sul mercato fotovoltaico in Italia. Nel corso del convegno “Il fotovoltaico in Italia: riportare il mercato a 1GW l’anno” si è parlato dello stato dell’arte del mercato e delle sue possibili evoluzioni. Si è sottolineato come il settore fotovoltaico italiano abbia un potenziale di crescita di 1GW all’anno, ma che sia necessario adottare un nuovo approccio per favorirne l’effettivo sviluppo.

Nel 2014 la potenza complessiva degli impianti fotovoltaici installati in Italia ha sfiorato i 400MW, sebbene il potenziale del mercato italiano sia più del doppio. Si tratta di un risultato positivo: il numero di impianti installati è stato inferiore rispetto agli anni precedenti, ma bisogna considerare l’influenza della fine degli incentivi legati al Conto Energia. La caduta dei prezzi delle installazioni ha compensato la fine degli incentivi.

Dal convegno si evince che l’attuale mercato italiano del fotovoltaico è molto diverso rispetto a quello degli anni passati, è allo stesso tempo più complesso ma più ricco di opportunità.

impianto fotovoltaico a terra

Se venissero sfruttate appieno tutte le opportunità presenti a livello di sistema e a livello tecnologico, si potrebbero installare senza problemi pannelli fotovoltaici per una potenza complessiva di 1GW all’anno. Secondo Andrea Marchisio di eLeMeNS, il potenziale di crescita del mercato fotovoltaico italiano raggiungerà questi livelli da qui al 2020.

Per far sì che questi numeri diventino realtà bisognerà agire su più fronti e adottare un approccio completamente nuovo che metta al centro le esigenze dei consumatori finali. Nel corso di uno dei convegni organizzati nell’ambito di Solarexpo 2015 sono emerse essenzialmente quattro direttive di intervento: da un lato bisognerà incentivare e favorire l’autoconsumo e puntare sulle detrazioni fiscali per promuovere l’adozione delle fonti rinnovabili, dall’altro lato bisognerà regolamentare i SEU (i Sistemi Efficienti di Utenza) e rinnovare e rendere meno vincolanti le attuali normative.

Molte delle norme che regolamentano il settore fotovoltaico e quello delle energie rinnovabili sono da rivedere: alcune sono ormai superate dall’evoluzione tecnologica, altre, paradossalmente, anziché incentivare la crescita e lo sviluppo del settore, finiscono per ostacolarli e rendere difficile lo sfruttamento delle ultime innovazioni. Tra le proposte più interessanti quella di Giuseppe Sofia di ANIE Energia nonchè Conergy, che ha suggerito di introdurre la possibilità per le imprese di noleggiare impianti fotovoltaici su misura per soddisfare il loro fabbisogno di energia.

Un altro driver dello sviluppo tanto del mercato fotovoltaico italiano quanto di quello mondiale nel prossimo futuro saranno i sistemi di accumulo. Il convegno si è concentrato anche sul loro ruolo e sulla loro importanza per raggiungere l’obiettivo di crescita fissato a 1GW di nuove installazioni l’anno. Come è ormai evidente, i prezzi delle batterie di accumulo stanno scendendo molto rapidamente e c’è da aspettarsi che la loro adozione nei prossimi anni diventerà generalizzata, anche nel nostro Paese.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda

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3 Commenti

  1. auleia, il 21 Aprile 2015 ore 13:52

    “da un lato bisognerà incentivare e favorire l’autoconsumo”, più del 30%, non si può fare, senza accumulo. Perchè non pagare tutta l’energia immessa, invece dello scambio sul posto?

    • Alessandro F., il 21 Aprile 2015 ore 16:08

      Il vantaggio dello scambio sul posto rispetto alla pura vendita è che rimborsa anche parte dei servizi di distribuz, dispacciam, oneri, ecc..
      La vendita di energia è legata invece solo al suo prezzo di mercato, che è oggi molto basso.
      Sarebbe interessante se pagassero l’energia con un prezzo minimo dedicato, come era prima…

      • auleia, il 21 Aprile 2015 ore 16:24

        Questo intendevo.

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