Installare il fotovoltaico : 5 buoni motivi 2012 – parte 1

16 febbraio 2012


In altro articolo avevamo visto in che senso installare un impianto solare fotovoltaico possa rappresentare una possibile risposta, una soluzione, al rincaro dei costi energetici. Abbiamo visto come il prezzo del petrolio negli anni sia in costante risalita a causa della sempre maggiore scarsità ad al costante aumento dei costi di estrazione.

Con questo articolo vorremmo indicare cinque, solo cinque, buoni motivi per muoversi verso il fotovoltaico: cinque buoni motivi per installare oggi, 2012, un impianto solare fotovoltaico. Potremmo definirle cinque priorità, o cinque fattori di risparmio individuale e collettivo.
La spesa effettuata perl’installazione di un sistema solare, soprattutto in ragione della sensibile diminuzione dei prezzi per le installazioni chiavi in mano, rappresenta di fatto, più con un costo, un investimento di medio-lungo termine. Altrimenti non si spieggherebbero le ingenti risorse utilizzate complessivamente dalle imprese per investire sul “proprio tetto” e non si spiegherebbero gli ingenti finanziamenti attuati dai grandi investitori. Il fotovoltaico rappresenta quindi un redditizio investimento, anche e soprattutto per i piccoli privati e per la collettività in generale. Vediamo perchè.

Il primo “buon motivo” per installare un impianto fotovoltaico sul proprio tetto, o meglio: il primo “buon motivo” per auto-prodursi ed auto consumare l’energia elettrica della propria installazione, è la riduzione (se non la totale eliminazione) della quantità di energia elettrica acquistata dalla rete nazionale.
Il primo “buon motivo”  è l’aumento dei costi (del prezzo finale) dell’energia elettrica prodotta attraverso le tradizionali fonti energetiche, in gran parte ancora dipendenti dal carbon fossile e quindi dal prezzo del petrolio.

Curve di prezzo fotovoltaico - Petrolio

Curve di prezzo fotovoltaico - Petrolio

Due “curve di prezzo” vanno via via a convergere fino ad incrociarsi: da un lato c’è il prezzo del petrolio (e con questo delle tradizionali fonti energetiche) che aumenta nel tempo  formando una “curva crescente”; dall’altro lato c’è il prezzo del fotovoltaico che è in costante calo formando una “curva decrescente”.
Il punto di incrocio tra le due curve è la cosiddetta Grid Parity. Da questo punto in poi produrre ed acquistare energia prodotta dal fotovoltaico risulterà più conveniente rispetto ad acquistare energia prodotta da fonti fossili.
Il primo “buon motivo” è quindi quello di ridurre l’approvvigionamento di energia prodotta dalle fonti fossili, energia il cui costo di produzione e di acquisto è in continuo aumento.

Il secondo “buon motivo” è il seguente: l’aumento del costo del Gas e la dipendenza dall’estero per il suo approvvigionamento, per lo più oggi proveniente dalla Russia. E’ recente la notizia che

Anche nei primi mesi del 2012, come nel 2005-2006 e nel 2009, il sistema gas si trova in condizioni di emergenza (peraltro anche inaspettatamente visto che i consumi nell’anno 2011  hanno segnato un calo del 6% rispetto al 2010 e i mesi di dicembre e gennaio si sono chiusi rispettivamente con un calo del 16,8% e del 4,1%). [...] Il primo febbraio 2012 la Gazprom, compagnia russa del Gas, non sembra pienamente in grado di soddisfare tutti gli incrementi di fornitura richiesti dai suoi clienti europei, la cosa si traduce in un ampio divario tra le richieste e i transiti per il punto di ingresso nella Rete Nazionale italiana di Tarvisio del 12,3%, cresciuta a 24,2% giovedì 2 febbraio, arrestatasi a quasi 30% tra venerdì e sabato. Motivo del calo l’ondata di freddo che ha investito l’Europa, la stessa Russia e anche la Turchia.

Un calo quasi del 30% (rispetto al fabbisogno) delle importazioni di Gas ha messo in serio pericolo l’approvvigionamento per l’Italia di Gas naturale per il riscaldamento e per l’acqua calda sanitaria. Le importazioni di gas in arrivo dalla Russia sono calate per un giorno del 29,6%, come emergeva dai dati pubblicati sul sito di Snam Rete Gas. Il freddo intenso che ha attraversato l’Europa, Russia compresa, ha quindi fatto chiudere i rubinetti russi delle esportazioni per alcuni giorni con tagli fino al 10%, come ammesso dallo stesso Andrey Kruglov di Gazprom.

In una situazione di dipendenza totale dalle importazioni di gas, oltre all’uso dei pannelli termici per il riscaldamento dell’acqua, rappresenta una buona soluzione l’utilizzo di apparecchiature elettriche (quali pompe di calore, cucine elettriche, ecc..) alimentate da fonti rinnovabili o, meglio ancora, direttamente dal proprio impianto fotovoltaico o dall’energia prelevata dalla rete con il meccanismo dello Scambio sul Posto.

Continua: Installare il fotovoltaico : 5 buoni motivi 2012 – parte 2

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4 Commenti

  1. Luigi il 19 febbraio 2012 ore 17:50

    Interessante l’articolo sulla Grid-parity ma in quanto alle importazioni di gas e al picco di richiesta quando fa molto freddo mi sembra che le idee dello scrivente siano un po’ confuse. Infatti in quelle condizioni meteo estreme non serve a un accidente avere un bell’impianto fotovoltaico che produce ZERO ( lo dico per esperienza personale, il fotovoltaico io lo uso da 9 – nove – anni ) e serve a poco scaldare con pompe di calore ( anche quelle le ho da 8 – otto – anni ) ma al di la del fatto che a meno 10 è dura scaldarsi con pompe aria-aria ( forse con terra-acqua andrebbe meglio ) ma le pompe di calore vogliono tanta elettricità, che si produce sempre con gas e quindi torniamo al cane che si morde la coda. L’unico modo di far fronte ai picchi di richiesta di gas – al momento attuale – è quello di stoccarlo in rigassificatori( con buona pace degli ecologisti che – a dare retta a loro – ci avrebbero messo al freddo le settimane scorse!!! ) e questo è un dato di fatto che con qualunque argomento si voglia è difficile da contraddire.
    Diverso sarebbe il caso in cui si riuscisse ( speriamo in un prossimo futuro ) a stoccare energia elettrica in mega-batterie, da utilizzare nei momenti di punta, ma stiamo parlando di fantascienza. Accetto il dibattito sereno e documentato tecnicamente. Saluti a tutti. Gigi

  2. Alessandro il 20 febbraio 2012 ore 14:51

    Secondo me bisogna considerare almeno altri due fattori per il riscaldamento:
    - la complementarietà delle diverse fonti energetiche “poco impattanti” (tutte): solare, eolico, geotermico, idroelettrico, .. fino al classico “camino”/stufa pellets, ecc.., che associate alle diverse tecnologie moderne, riescono ad avere rendimenti abbastanza elevati col minimo uso di energia.
    - un ottimo isolamento termico dell’edificio, scambiatori di calore, caldaie a condensazione, ecc…
    Secondo me non è la singola soluzione che fa la differenza, ma l’insieme nel suo complesso.
    Nel nordeuropa ci sono “case passive” che riescono ad avere temperature accettabili senza l’uso di riscaldamento e unendo diverse tecnologie per il risparmio energetico (il fotovoltaico è solo uno dei vari tasselli)
    I limiti che ancora oggi ci sono sono purtroppo i costi, non le soluzioni tecnologiche, che comunque ancora progrediscono.

    Sullo stoccaggio dell’energia (qualsiasi essa sia), purtroppo, ci sono soluzioni ancora antieconomiche o non abbastanza efficienti: dall’idrogeno alle batterie..
    Quello che conta è usare tutte le fonti disponibili, ma soprattutto fare i conti con sensibili riduzioni dei consumi energetici: questa credo che sia la cosa fondamentale.

  3. Fotovoltaiconorditalia il 11 marzo 2012 ore 22:55
  4. Fotovoltaiconorditalia il 15 marzo 2012 ore 15:55

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