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Pompe di calore e fotovoltaico, ecco quanto convengono

1 febbraio 2016
Voto:4/5 (6 voti)

Pompe di calore e fotovoltaico sono un’ottima intesa per ottimizzare la produzione fotovoltaica. Perchè? Perchè sono apparecchi che funzionano con l’elettricità e, per questo motivo, si “sposano bene” con qualsiasi impianto di auto-produzione elettrica, primo fra tutti: il fotovoltaico. Nonostante il nome, la Pompa di Calore può produrre non solo “calore”, ma anche “refrigerio” invertendo semplicemente il processo di funzionamento.

Un unico apparecchio, dunque, che “fa tutto”: viene utilizzato d’estate per la climatizzazione e deumidificazione degli edifici, viene utilizzato d’inverno per il riscaldamento elettrico e per la produzione di acqua calda sanitaria. E’ questo che fa della Pompa di Calore un elettrodomestico ottimale per ogni edificio, sia per le esigenze estive, sia per quelle invernali ottimizzando i costi di installazione, di manutenzione e gli spazi utilizzati.

Non solo: integrandola al fotovoltaico è possibile massimizzare il beneficio economico. Ed ancora: sfruttando la nuova tariffa elettrica (che vedremo nel seguito di questo articolo) il costo dell’energia elettrica perde il principio della progressività. E poi: con l’ecobonus è possibile detrarre il 65 per cento delle spese sostenute. Non basta?

Attraverso l’integrazione intelligente col fotovoltaico è possibile eliminare la bolletta del gas che, per una famiglia “media”, pesa per almeno 1.500 euro/anno sui costi energetici: sfruttando l’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico e sfruttando lo “scambio sul posto” è possibile coprire parzialmente, potremmo dire: “a costo zero”, il fabbisogno elettrico dell’apparecchio d’estate come d’inverno.

pompe di calore e fotovoltaico 2014

Il fabbisogno elettrico residuale, quello non coperto dall’impianto fotovoltaico, viene rifornito dalla rete Enel con una nuova tariffa elettrica e viene in parte “rimborsato” attraverso il meccanismo dello “scambio sul posto” fotovoltaico.

Oggi le pompe di calore, dunque, vengono indirettamente incentivate non solo con le detrazioni fiscali al 65%, ma anche in considerazione del fatto che la riforma della tariffa elettrica “premia” il consumo elettrico a discapito del consumo di gas. Ecco perchè: oltre a sfruttare tutta l’energia autoprodotta col fotovoltaico, una pompa di calore col fotovoltaico è una buona alternativa all’utilizzo delle classiche caldaie a gas.

Le pompe di calore e fotovoltaico utilizzati per il riscaldamento, per la climatizzazione e per l’acqua calda sanitaria avranno dunque un duplice beneficio:

  • l’utilizzo dell’energia fotovoltaica (energia prodotta “a costo zero”, in autoconsumo e in “scambio sul posto”),
  • tariffe elettriche costanti e non più crescenti in relazione ai consumi.

 

Cosa prevede la riforma delle tariffe elettriche e perchè avvantaggia chi consuma più elettricità

Dal 2016 oltre 30 milioni di clienti in Italia devono “fare i conti” con la riforma della tariffa elettrica che, in maniera graduale, sta entrando a pieno regime nei bilanci energetici dei contribuenti. Il processo di riforma è strutturato in 3 anni, Intanto, anche per il 2016, è stata prorogata la tariffa sperimentale D1 (la cd. “Tariffa Pompa di Calore”) che permette di avere energia elettrica a prezzo costante per chi utilizza esclusivamente una pompa di calore per il riscaldamento. La tariffa elettrica sperimentale D1 è, di fatto, il primo passo di riforma generale delle tariffe elettriche.

La peculiarità della riforma elettrica dell’Aeeg (Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas ed i Servizi Idrici) è quella di eliminare la progressività dei costi in bolletta in relazione ai consumi di elettricità.

Spieghiamo meglio: fino a ieri il costo del kwh pagato in bolletta era proporzionale ai consumi annui e si calcolava per “scaglioni di consumo”. Chi consumava poco pagava meno anche il costo del kWh. C’era un sistema di tariffazione a “scaglioni”: all’aumentare dei consumi annui, aumentava anche il costo unitario del kWh. Anche molti costi di rete erano proporzionali alle fasce di consumo.

Cosa accade oggi con la tariffa elettrica?

Oggi, in proporzione, chi consuma più energia elettrica paga di meno. Viene a mancare il principio della “progressività” nella tariffazione. Oggi chi consuma molto paga il kwh esattamente quanto lo paga chi consuma poco.
L’eliminazione del principio di “progressività” delle tariffe elettriche si ha perchè vengono “livellati” tutti i costi di rete per ogni famiglia e per ogni livello di consumo.

Al termine del processo di riforma (quindi dal 2018) la “tariffa di rete” e tutti gli “oneri generali di sistema” saranno uguali per tutti e per ogni livello di consumo. Si tenga presenta che queste voci della bolletta incidono in totale oltre il 40% del totale.

Rendendo questi costi uguali per tutti si va ad avvantaggiare, indirettamente, chi consuma molta energia elettrica.

L’obbiettivo della riforma, infatti, è proprio quello di convertire buona parte dei consumi energetici dal Gas all’Elettricità.
Ed uno degli effetti è dunque proprio quello di favorire il consumo dell’elettricità di rete.

 

costo energia riforma tariffa elettrica

Come cambia il costo dell’energia con la riforma della tariffa elettrica e perchè conviene convertire i consumi dal gas all’elettricità.

 

Anche la tariffa D1 per chi ha unicamente una pompa di calore è prorogata di un ulteriore anno

In attesa che la riforma delle tariffe elettriche entri completamente a regime, la tariffa sperimentale D1, tariffa opzionabile dagli utenti su base volontaria, consente di pagare l’energia ad un prezzo costante se si utilizza esclusivamente una pompa di calore per il riscaldamento. La tariffa sperimentale, in vigore dal luglio 2014, è stata prorogata anche per il 2016 ed è, di fatto, un anticipo delle condizioni tariffarie che avremo con la riforma della tariffa elettrica.

La tariffa sperimentale D1 può essere richiesta dagli utenti domestici che utilizzano pompe di calore come unico sistema di riscaldamento utilizzato nell’abitazione di residenza. Il cliente può avere un contratto di fornitura con l’operatore di “maggior tutela” o con qualsiasi altro operatore presente sul mercato libero. Deve avere, inoltre, un contatore elettronico telegestito.

 

Le Pompe di Calore e Fotovoltaico possono sostituire il gas?

Una pompa di calore può sostituirsi al tradizionale sistema di riscaldamento che utilizza la tradizionale caldaia a gas. Anzi, come detto, con la tariffa sperimentale D1 chi utilizza esclusivamente la pompa di calore (al posto della caldaia) per il riscaldamento beneficia di condizioni tariffarie vantaggiose.

Si tratta, in effetti, di un sistema molto efficiente dal punto di vista energetico. Ogni pompa di calore infatti riesce a sfruttare bene l’energia già presente nell’aria per produrre calore (o refrigerio), utilizzando un principio di funzionamento paragonabile a quello di un compressore (o, se vogliamo, di un frigorifero): per produrre “freddo” comprime l’aria. Per produrre calore, inverte “semplicemente” il processo di compressione.

Anche se la pompa di calore elettrica è un apparecchio efficiente dal punto di vista energetico, comporta un consumo di elettricità non indifferente, ma, se utilizzata in maniera intelligente ed in abbinamento con il fotovoltaico, comporta in molte situazioni un interessante risparmio in bolletta.

Il primo vantaggio, a differenza della caldaia, è che la pompa di calore viene utilizzata in estate come in inverno: viene utilizzata sia per scaldare che per climatizzare gli ambienti.

Le pompe aria-aria sono le più economiche e semplici da installare. Hanno un costo indicativo che va dai 200 agli 800 euro al kW. Le pompe aria-acqua, invece, hanno costi leggermente superiori perchè devono prevedere la loro integrazione con un boiler elettrico per riscaldare l’acqua in ingresso nell’impianto. Hanno un costo ammortizzabile in un periodo che va dai 9 ai 12 anni senza detrazioni fiscali, e di 4-7 anni sfruttando le detrazioni fiscali.

Vediamo l’utilizzo in ambito residenziale. Una pompa di calore aria-acqua ideale per una villetta famigliare è di circa 10 kW. Il costo indicativo è di circa 4-6 mila euro e si ammortizza, senza detrazioni fiscali, in circa 10 anni, con un risparmio stimato di circa 400-700 euro l’anno. Con le detrazioni fiscali 65% il ritorno economico si abbassa intorno ai 4-7 anni.

Nelle installazioni commerciali, invece, la pompa di calore promette ritorni più interessanti per almeno 3 motivi:

  • negli esercizi commerciali/industriali si sfrutta maggiormente il condizionamento estivo;
  • c’è in genere minore richiesta di acqua calda sanitaria rispetto ai contesti residenziali/abitativi;
  • gran parte del consumo avviene nelle ore diurne, ore in cui è meglio sfruttabile la produzione di un eventuale impianto fotovoltaico per l’autoconsumo immediato.

Nelle applicazioni commerciali i tempi di ritorno economico si abbassano a 3-6 anni.

Se a questo aggiungiamo i benefici della nuova tariffa elettrica, che rendo “omogeneo” il costo del kWh elettrico, l’investimento si fa ancor più interessante.

Nel complesso, le pompe di calore offrono risparmi fino al 60% sui costi del riscaldamento: per kW consumato hanno rendimenti 4 volte maggiori rispetto alle tradizionali caldaie a gas.

 

Pompe di calore e fotovoltaico, dunque, converranno di più dal 2016: unendo le nuove condizioni poste dalla tariffa elettrica (che ad oggi è ancora la “tariffa sperimentale D1” attuabile su base volontaria), i vantaggi fiscali 65% ed i vantaggi dell’autoconsumo fotovoltaico la tecnologia diventa più conveniente per un’ampia casistica di utilizzi.

Ci si avvia verso una nuova e interessante fase legata all’uso delle energie rinnovabili, fotovoltaico ma non solo, con l’auspicio che questa nuova tariffa abbinata alla pompa di calore possa veramente rivelarsi “la quadratura del cerchio” tra risparmio dei cittadini, sostenibilità ambientale e incentivo alla produzione industriale.

 

Leggi altri vantaggi dell’utilizzo di pompe di calore associate al fotovoltaico.

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5 Commenti

  1. Antonio, il 17 marzo 2016 ore 15:18

    Salve,volevo un parere di un esperto e che mi spiega il funzionamento di una pompa di calore per l’acqua sanitaria….ho un impianto fotovoltaico di 3 kw,ho un consumo di 2700 kw annuo….l’impianto produce 3600 kw annui,impianto composto da moduli SUNPOWER ed inverter ABB…esposto a sud in provincia nei Caserta…volevo sapere la convenienza nel montare una pompa di calore per acqua sanitaria,il modello e la capienza del boiler considerando che siamo in quattro in casa…grazie mille per la risposta…

    • Antonio, il 21 marzo 2016 ore 17:49

      Aspetto notizie da esperti..grazie

  2. ferrvittorio, il 29 aprile 2016 ore 10:41

    “con l’auspicio che questa nuova tariffa abbinata alla pompa di calore possa veramente rivelarsi “la quadratura del cerchio””
    fincè non trovano la gabola legislativa

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