In Italia il settore dei servizi e quello residenziale occupano circa il 25% della richiesta energetica nazionale.
I quattro quinti dei consumi energetici sono per il riscaldamento abitativo ed il restante quinto è utilizzato per l’acqua calda sanitaria, per gli elettro domestici e per l’illuminazione.
La diminuzione dei consumi di energia nell’ambito dei servizi e delle abitazioni è oggi cruciale per il raggiungimento degli obiettivi nazionali di riduzione dello spreco energetico e dei relativi inquinanti, obiettivi dettati da parametri europei oltre che mondiali (con l’adesione al protocollo di Kyoto). Per le famiglie e le imprese questo si traduce in immediati vantaggi economici, oltre che ambientali, attraverso la diminuzione del costo delle bollette elettriche ed un miglioramento del “comfort” abitativo.
Quali sono le buone prassi per evitare lo spreco di energia e ridurre i consumi? In primis gli interventi strutturali, interventi tesi a ridurre i fabbisogni energetici degli edifici (abitativi o non). Questi ad esempio comprendono l’isolamento delle pareti esterne (il cosiddetto “cappotto”), interventi sulle coperture o sui solai, rinnovamento dei serramenti, sostituzione delle caldaie o del sistema di distribuzione del calore con nuove tecnologie più efficienti e meno dispendiose, implementazione di meccanismi di regolazione della temperatura, installazione di pannelli solari termici per l’acqua calda sanitaria e, non meno importante, l’ installazione di un impianto fotovoltaico per l’auto-produzione di energia elettrica dal sole. L’indice che misura l’efficacia di questi interventi è l’indice di prestazione energetica (EP).
Gran parte di questi interventi strutturali, che non includono solo il fotovoltaico , sono necessari per ottenere un buon indice di prestazione energetica, per così dire uno “standard energetico”, ma per la gran parte dei casi si tratta di interventi che, anche senza considerare gli incentivi economici apportati dallo stato, hanno un ritorno economico derivante dallo stesso risparmio energetico che mettono in atto, risparmio di energia che si traduce in risparmio economico e rientro dall’investimento in breve tempo.
Inoltre questi interventi tesi alla riduzione dell’indice di risparmio energetico portano ad avere i requisiti per ottenere il “premio” sulla tariffa incentivante associata alla autoproduzione di energia col solare fotovoltaico ; premio che si traduce in una maggiorazione percentuale della tariffa del conto energia.
Infine è utile ricordare la detrazione fiscale del 55% delle spese sostenute per: la diminuzione delle dispersioni termiche; l’installazione di pannelli solari termici, ovvero per la produzione di acqua calda; l’installazione di caldaie a condensazione ed in generale tutti quegli interventi messi a punto per raggiungere un’elevata efficienza energetica nelle nuove costruzioni.
Ottimo quadro di insieme, l’importante è affidarsi a un’azienda unica che valutando tutto ciò che si può fare indirizza la persona/famiglia/azienda verso gli investimenti giusti per la determinata situazione in cui si trova l’edificio e i suoi consumi..